“Patto sociale” per la capitale

Caritas e Comunità di Sant’Egidio hanno approvato la proposta del sindaco che prevede anche progetti per l’immigrazione di R. S.
La lettera del sindaco sul sito della Caritas diocesana

Sono molte e di vario genere le problematiche sociali con le quali Roma ogni giorno convive. Per far fronte a queste tematiche il sindaco della capitale Walter Veltroni ha promosso un “Patto sulle questioni sociali” approvato dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Caritas. I punti sui quali si vuole intervenire sono estremamente importanti e attuali: l’emergenza abitativa, i sostegni all’infanzia, iniziative a favore degli anziani e delle persone non autosufficienti, aiuti a tutte quelle fasce sociali in situazione di estrema povertà, la lotta alla precarietà e l’integrazione degli stranieri.

«Si vuole rispondere – ha scritto Veltroni – in maniera organica a tali questioni sociali in una prospettiva di lungo termine e in favore di cambiamenti duraturi». La Comunità di Sant’Egidio e la Caritas si sono dette certe che questo “patto” possa « contrastare il processo d’impoverimento delle famiglie, che da tempo la Caritas diocesana e Comunità di Sant’Egidio hanno posto in evidenza». Le due organizzazioni cattoliche hanno evidenziato, inoltre, come «tali misure efficaci, ispirate dal senso di solidarietà di tutti, potranno divenire un freno alle difficoltà di convivenza che sono state recentemente segnate da episodi di discriminazione e intolleranza civile».

Le due Associazioni hanno voluto mettere in risalto, per quello che riguarda la popolazione anziana della capitale «nuovi modelli di intervento e monitoraggio, in particolare sulla popolazione ultra 75enne, per la prevenzione dell’isolamento sociale». Già attivo in questo senso il programma pilota “Sole sì, soli no” gestito a Roma dalla Comunità di Sant’Egidio, che si augura possa prendere piede a livello nazionale.

Particolare attenzione vuole essere data all’infanzia. Nel patto si indica la possibilità del diritto alla cittadinanza per i minori stranieri nati in Italia e il sussidio economico (borse di studio) e sanitario ai minori che vivono in situazioni di povertà e appartenenti a fasce sociali svantaggiate.
Nel patto vengono inoltre richiesti « interventi di contrasto alla precarietà, così come al lavoro sommerso».

Caritas e Sant’Egidio parlano della « necessità di potenziare la capacità di prima accoglienza per i cittadini immigrati e rom e di creare centri di “seconda accoglienza”, in cui lo straniero possa contribuire con un pagamento equo». Sempre a proposito di comunità rom e sinti si fa urgente la necessità di « favorire gli insediamenti attrezzati e operare nel senso della stabilità e sostenere la scolarizzazione di tutti i minori rom, per la qual cosa é auspicabile un “patto scolare” che premi le famiglie che inviano stabilmente i bambini a scuola».

17 maggio 2007

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