«Le verità nascoste» di Susan Sarandon

L’ambientazione da sogno e la partecipazione di Susan Sarandon sono i due punti a favore di un thriller poco convincente di Massimo Giraldi

Esce nelle sale «Le verità nascoste», che già dal titolo dichiara la propria appartenenza a un genere sempre di moda, il thriller. Anche se, a dire il vero, l’originale suona come «Irresistibile», la versione italiana appare plausibile e giustificata da quello che si racconta. Al centro c’è Sophie Hartley, moglie felice di Craig, mamma di due belle bambine, impegnata a scrivere e ad illustrare racconti per l’infanzia. Il lavoro però non basta a toglierle dalla testa un tarlo: crede che Mara, la nuova assistente di Craig, trami per toglierle il marito, le figlie, insomma per rovinarle la vita. Una paura che diventa un incubo nel quale lei sprofonda sempre più. Ci sono segreti lontani che dovranno riemergere dal passato per capire il vero motivo di quel terrore. Se è vero che la soluzione dell’enigma arriva in modo un po’ contorto, in un sottofinale che dice e non dice e forse non soddisfa del tutto, bisogna aggiungere che il film segna altri due punti a proprio favore. L’ambientazione in Australia, scenario inedito con colori e luci originali; la presenza di Susan Sarandon, che conferisce al personaggio di Sophie quella credibilità forse non così evidente con un’attrice meno preparata.

16 maggio 2007

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