Per i rifugiati un’accoglienza più sostenibile

L’appello lanciato da Vis e Salesiani per il sociale nella Giornata mondiale che si celebra oggi, 20 giugno. Le richieste: ridurre i soggiorni nei centri di accoglienza e velocizzare le procedure di R. S.

Agevolare strutture di accoglienza “piccole”, più “familiari” e quindi più sostenibili, e parallelamente velocizzare i tempi per l’audizione dei migranti nelle commissioni territoriali. È l’appello del Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo) e dei Salesiani per il sociale (Federazione Scs/Cnos) in occasione della Giornata mondiale del rifugiato 2014. «I migranti che arrivano in Italia – dichiara don Giovanni D’Andrea, presidente dei Salesiani per il sociale – molto spesso trascorrono nei centri di accoglienza periodi lunghi dai 10 ai 18 mesi, prima di essere ascoltati dalle commissioni internazionali deputate a conferire lo status di rifugiato». L’operazione Mare nostrum, ammette, rappresenta «un grande gesto di solidarietà», sulla via dell’attuazione della Dichiarazione dei diritti umani. «Occorre però un maggiore impegno delle istituzioni per velocizzare il rilascio dei documenti che attastano lo status di rifugiati, e così permettere ai migranti di raggiungere i Paesi europei nei quali vogliono recarsi».

Per il presidente del Vis Nicola Lotta «occorre privilegiare i centri di accoglienza con un numero sostenibile di migranti, dai 20 ai 50». Al contrario, oggi nascono e crescono centri con centinaia se non migliaia di persone «che non hanno nessun progetto di integrazione». Fenomeno che diventa ancora più grave quando in questi centri ci sono minori stranieri non accompagnati. Le piccole comunità – osserva ancora Lotta – garantiscono maggiore attenzione ai migranti e sono più adatte a favorire i processi di integrazione con le comunità locali».

20 giugno 2014

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