“Poveri ma belli” rivive sul palcoscenico

Massimo Ranieri alla regia porta al Sistina la commedia di Dino Risi. Nei panni dei tre protagonisti Bianca Guaccero, Antonello Angiolillo e Michele Carfora di Toni Colotta

Il Tevere scorreva tranquillo quando, su un barcone sotto Castel Sant’Angelo, Dino Risi vi girò nel 1956 il suo “Poveri ma belli”, film destinato a diventare «cult» come commedia spumeggiante sul costume popolare, che a Roma allora stava cambiando. Due «bulli» innocui e simpatici, Romolo e Salvatore, gareggiavano nel conquistare una ragazza civettuola ma di buoni sentimenti, Giovanna, in un ambiente nel quale le pulsioni erotiche si ricomponevano nel «fidanzamento».

Il film, 50 anni dopo, è stato «riscritto» fedelmente da Massimiliano Bruno ed Edoardo Falcone facendone, con Gianni Togni, un musical per il palcoscenico del Sistina, «tempio» di questa forma spettacolare, eretto da Garinei & Giovannini con le loro famose commedie musicali. Regista della nuova messinscena è Massimo Ranieri, che visse giovanissimo il tempo dei poveri ma belli, e qui dà ulteriore prova della sua eccellente maturità direttoriale concertando la miscela consueta di recitazione, melodie solistiche e quadri d’insieme, cantati e danzati con grazia e spirito dai tre protagonisti – Bianca Guaccero, Antonello Angiolillo, Michele Carfora, collaudati fra cinema e tv – e dal Balletto guidato da Franco Miseria. Con i necessari adattamenti, lo stile evocato è quello degli anni dell’opera-madre, di cui l’agile scena a sezioni scorrevoli ci rimanda squarci pittoreschi. Repliche al Sistina per tutto l’arco delle feste.

22 dicembre 2008

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