«Preghiamo per un pontefice con cuore generoso»

Celebrata nella basilica di San Pietro la Messa “Pro eligendo Romano Pontifice”, primo atto dell’elezione del nuovo Papa, presieduta dal cardinale Angelo Sodano. Il lungo applauso dei fedeli per il Papa emerito di Federica Cifelli

Hanno attraversato longitudinalmente tutta la basilica di San Pietro per disporsi poi in cerchi concentrici intorno all’Altare della Cattedra, baciandolo uno ad uno. (FOTO) La processione d’ingresso dei 180 cardinali concelebranti è durata circa 15 minuti: è iniziata così questa mattina, martedì 12 marzo, alle 10, la “Missa pro eligendo Romano Pontifice”, il primo atto dell’elezione del nuovo Papa, secondo quanto stabilisce la costituzione apostolica “Universi Dominici Gregis”. Di fronte ai cardinali, l’immensa schiera dei fedeli che riempivano i banchi, arrivati in piazza San Pietro fin dalle prime ore del mattino per assicurarsi la possibilità di portare intorno all’Altare della Cattedra il calore di una Chiesa che è popolo di Dio, saldamente stretto intorno ai suoi pastori.

A presiedere la celebrazione, resa ancora più suggestiva dall’uso del latino, la lingua che dice la storia, la sacralità e il peso della tradizione immensa della Chiesa, il decano del collegio cardinalizio Angelo Sodano. E proprio all’inizio della sua omelia, dopo le lettura in inglese, italiano e spagnolo, il “grazie” a Dio Padre «per il luminoso pontificato che ci ha concesso con la vita e le opere del 265º successore di Pietro, l’amato e venerato Pontefice Benedetto XVI, al quale in questo momento rinnoviamo tutta la nostra gratitudine». Immediato, l’applauso dei fedeli, durato circa due minuti, solo al termine del quale il cardinale ha potuto continuare: «Oggi vogliamo implorare dal Signore che attraverso la sollecitudine pastorale dei padri cardinali voglia presto concedere un altro Buon Pastore alla sua Santa Chiesa».

La riflessione del decano fra i cardinali è iniziata con le parole del salmo 88, il canto «che ancora una volta è risuonato presso la tomba dell’apostolo Pietro in quest’ora importante della storia della Santa Chiesa», proposto dal coro della Cappella Sistina insieme al Coro guida “Mater Ecclesiae” e ai rappresentanti del Pontificio Istituto di Musica Sacra, che hanno animato la celebrazione. «Canterò in terno le misericordie del Signore». : un testo che «ci ha introdotto nella contemplazione di Colui che sempre veglia con amore sulla sua Chiesa, sostenendola nel suo cammino attraverso i secoli». E proprio una «missione di misericordia» è quella «affidata da Cristo ai pastori della sua Chiesa». Ad ogni sacerdote e vescovo, ma in maniera del tutto particolare la Vescovo di Roma, pastore della Chiesa universale, cui spetta il compito di «pascere il gregge del Signore».

«Pasci i miei agnelli»: le parole di Gesù a Pietro, il «compito dell’amore» di cui parla nel suo commento sant’Agostino, sono, ha ribadito il cardinale Sodano, il motore che «spinge i pastori della Chiesa a svolgere la loro missione di servizio agli uomini d’ogni tempo, dal servizio caritativo più immediato fino al servizio più alto, quello di offrire agli uomini la luce del Vangelo e la forza della grazia». E la memoria va ancora una volta al Papa emerito, al Messaggio per la Quaresima di quest’anno, nel quale ricorda che la «massima opera di carità è l’evangelizzazione», che è «la più alta e integrale promozione della persona umana», come scrive anche Paolo VI nella Popolorum progressio.

L’altro polo di riferimento della riflessione del cardinale Sodano è stata la «lettera sublime» di san Paolo agli Efesini, con il suo appello all’unità ecclesiale. «Tutti noi – ha commentato – siamo chiamati a cooperare con il successore di Pietro, fondamento visibile di tale unità». Dare la vita per le proprie pecore: questo «l’atteggiamento fondamentale di ogni buon pastore». Soprattutto del successore di Pietro, visto che «quanto più alto e più universale è l’ufficio pastorale, tanto più grande deve essere la carità del pastore». Nel solco di questo «servizio d’amore» verso la Chiesa e verso l’umanità intera, «gli ultimi pontefici sono stati artefici di tante iniziative benefiche anche verso i popoli e la comunità internazionale, promovendo senza sosta la giustizia e la pace – ha continuato il porporato -. Preghiamo perché il futuro Papa possa continuare quest’incessante opera a livello mondiale».

Da ultimo, un riferimento alla Chiesa di Roma, che in maniera del tutto peculiare partecipa di questa missione di carità che è propria del suo vescovo, essendo, «secondo la bella espressione di sant’Ignazio di Antiochia, la Chiesa che “presiede alla carità”. «Miei fratelli – ha concluso il cardinale Sodano -, preghiamo perché il Signore ci conceda un pontefice che svolga con cuore generoso tale nobile missione. Glielo chiediamo per intercessione di Maria Santissima, Regina degli apostoli, e di tutti i martiri e i santi che nel corso dei secoli hanno reso gloriosa questa Chiesa di Roma».

Dopo quasi due ore, quindi, la Messa si è conclusa, con il canto in latino dell’«Ave Regina». Una celebrazione nella quale sono risuonate, oltre al latino della liturgia, le lingue della “geografia” della Chiesa: inglese, italiano e spagnolo nelle letture; francese, swahili, portoghese, malayalam e tedesco nelle preghiere dei fedeli. Alle 15.45 è previsto il trasferimento dei 115 cardinali elettori dalla Domus Santa Marta al Palazzo apostolico, con un apposito pulmino. Alle 16.30, poi, la processione dalla Cappella Paolina alla Sistina, e l’ingresso in conclave.

12 marzo 2013

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