Preghiera e digiuno per i missionari martiri
In programma per venerdì 24 marzo la 14° edizione della Giornata organizzata dalle Pontificie opere missionarie di Federica Cifelli
Scheda: I martiri del 2005
Non disperdere la memoria dei martiri. Lo aveva chiesto Giovanni Paolo II alla vigilia dell’Anno Santo del 2000. «Nel nostro secolo – aveva detto – sono tornati i martiri, spesso sconosciuti, quasi militi ignoti della grande causa di Dio». In quest’idea del martirio come realtà contemporanea, per mons. Enzo Dieci, vescovo incaricato della cooperazione missionaria tra le Chiese nella diocesi di Roma, c’è tutto il senso della Giornata di preghiera e digiuno per i missionari martiri, in programma per venerdì 24 marzo. Un appuntamento giunto ormai alla 14° edizione, che il Laboratorio missionario diocesano ha anticipato domenica 19 marzo con una veglia di preghiera nella quale sono stati ricordati il vescovo Luigi Locati, i 18 sacerdoti, i 2 religiosi, le 3 religiose e il laico “Uccisi perché testimoni del Risorto”, come recita il tema della Giornata di quest’anno, nel corso del 2005. «Abbiamo letto la litania dei martiri – racconta mons. Dieci – e per ognuno abbiamo deposto un foglio con il nome e un lumino acceso ai piedi della croce di Cristo, che è “il martire”. L’ultimo nome a essere letto è stato quello di don Andrea Santoro, il parroco assassinato nella “sua” chiesa di Trabzon, in Turchia, il 5 febbraio scorso. L’ultimo martire della Chiesa di Roma».
Di don Santoro ha parlato anche il cardinale Ruini, lunedì scorso, aprendo i lavori del Consiglio permanente della Cei. «Tra le tante lettere che ho ricevuto dopo la morte di Don Santoro – ha detto ai vescovi italiani riuniti a Roma – molte, soprattutto di semplici fedeli, mi segnalavano i nomi di numerosi altri credenti, sacerdoti, religiose uccisi per la loro fede e il loro servizio di amore, chiedendo che non siano dimenticati: giunge dunque ben a proposito la Giornata di preghiera e di digiuno per i missionari martiri, che celebreremo venerdì». E conservare la memoria del sacrificio d’amore di quanti muoiono in nome di Cristo, fedeli al loro impegno di apostolato e di evangelizzazione, è proprio l’obiettivo delle diverse iniziative in programma per la Giornata del 24 marzo, alla quale la rivista trimestrale di animazione missionaria delle Pom (Pontificie opere missionarie) dedica il numero 1 del 2006. Oltre alle celebrazioni e agli incontri di approfondimento organizzati presso la Provincia di Roma e nella sede di Caritas italiana, legati all’anniversario del martirio di mons. Oscar Romero, l’arcivescovo di San Salvador ucciso mentre celebrava l’Eucaristia 26 anni fa, altre iniziative si svolgeranno a livello territoriale. Filo conduttore: la proposta di veglia di preghiera messa a punto come ogni anno dalle Pontificie opere missionarie e dal Movimento giovanile missionario, contenuta nel numero monografico della rivista trimestrale e anche sul sito internet delle Pom.
Hanno in animo di organizzare una veglia nei prossimi giorni sulla base di questa proposta anche i ragazzi del Movimento giovanile missionario della diocesi di Roma. «La nostra – spiega a nome di tutti Michela Casinelli – è una realtà relativamente nuova nel territorio della Capitale: sta “risorgendo” da poco. Finora siamo una decina, tutti reduci dalle esperienze di formazione e di missione realizzate con il Movimento a livello nazionale». Per condividerle, e per pregarci su, si incontrano una volta al mese nelle diverse parrocchie di appartenenza. L’obiettivo, continua Michela, «non è certo quello di cambiare il mondo: ci sembra già tanto poterci riunire periodicamente, per rileggere le nostre piccole o grandi esperienze missionarie alla luce della Parola di Dio. E per sensibilizzare e formare altri ragazzi interessati a questo tipo di realtà». Per questo tra i programmi del Movimento romano ci sono gli incontri con i gruppi giovanili nelle parrocchie, come quelli degli ultimi mesi con i ragazzi di Sant’Atanasio nei quali hanno preparato la veglia per i missionari martiri. «Ma ci piacerebbe anche fare esperienze concrete con realtà operative nel territorio romano come quella di Sant’Egidio – riferisce Michela –. Per capire meglio cosa vuol dire essere missionari in una città come Roma».
Per informazioni o per prendere contatto con il Movimento giovanile missionario romano: Michela, tel. 333.5207914.
22 marzo 2006