Presepi in miniatura a Santa Maria Regina Mundi
Dentro le noci o fatti con la pasta: piccole e originali le 260 rappresentazioni della Natività in mostra presso la parrocchia di Torre Spaccata fino al 2 febbraio di G. R.
Nel guscio di una noce, nel tappo dello spumante, in una mezza rosetta di pane. Fatti di sassi, legno, carta, ceramica. L’importante è che siano piccoli, minuscoli. Duecentosessanta presepi in miniatura sono in mostra presso la parrocchia di Santa Maria Regina Mundi, a Torre Spaccata. Si tratta della collezione raccolta, in dieci anni, dal parroco, il carmelitano padre Luciano Zappatore.
«Il presepe – commentano dalla parrocchia – è diventato una forma d’arte e valenti artigiani hanno reinterpretato la scena della nascita di Gesù, secondo stili e sensibilità diverse, costituendo delle vere e proprie scuole, quella romana, quella napoletana, quella siciliana. Forse nemmeno il Poverello di Assisi avrebbe immaginato però che, un giorno, sarebbe stato fatto un presepe in una buccia di pistacchio, tanto piccolo da poter stare sul polpastrello di un dito della mano».
Ma la buccia del pistacchio non è l’unico “contenitore” originale scelto per rappresentare la Natività. La grotta di Betlemme è stata ricreata anche all’interno di una mezza rosetta di pane, su una mattonella, sulla radice di un albero, all’interno di una canna di bambù, nel tappo dello spumante e in un gheriglio di noce. Oltre ai tradizionali presepi napoletani protetti sotto la campana di vetro, sono inoltre esposte raffigurazioni ispirate a diverse etnie e culture. Quanto ai materiali, ce ne sono di legno, cartone, vetro, ceramica, lava dell’Etna, plastica, cristallo, terracotta, pasta e zucchero.
«Tra le ultime acquisizioni – ricordano da Santa Maria Regina Mundi – un presepe dentro una mini-chitarra (cm. 4×2),un altro dentro una lattina di bibita, un presepio palestinese, portato dalle suore indiane carmelitane, la sezione dei vetri di Murano e i presepi dei bambini della scuola elementare (di cui uno realizzato tutto con la pasta)». La collezione è esposta fino al 2 febbraio.
Fino al 2 febbraio presso la parrocchia di Santa Maria Regina Mundi, via Alessandro Barbosi, 6.
14 gennaio 2009