Quello strano rapporto tra media e stregoneria

La magia, anche se sotto le mentite spoglie di attività ludico-ricreativa o addirittura spacciata per educativa, è sempre deleteria. I giovani vanno aiutati ad affrontare la vita. Senza scorciatoie di Aldo Buonaiuto

Continuiamo il nostro viaggio nel mondo della stregoneria indagando quanto i media, negli anni, abbiano contribuito e/o semplicemente pubblicizzato la costruzione di una nuova percezione sociale del personaggio del mago e della strega. Questi ultimi, infatti, fino a pochi decenni fa, erano considerati dalla collettività in maniera ostile: o come individui pericolosi alleati del demonio ed esperti di arti oscure, o figure immaginarie che nelle leggende folkloristiche terrorizzavano adulti e bambini alla stregua di vampiri e licantropi. Oggi le cose sembrano essersi completamente ribaltate e non solo durante la notte Halloween: la stregoneria, con tutto il suo “corteo” al seguito (spiritismo, divinazione, chiromanzia, magie di tutti i colori etc.), si è imposta come consuetudine quotidiana e non obbligatoriamente negativa nella coscienza dei più. Caduto definitivamente il tabù secondo cui la pratica del sortilegio si porrebbe in aperto contrasto con la fede religiosa (ricordiamo san Tommaso d’Aquino per il quale ogni azione magica presuppone un accordo col maligno), la magia è invece spesso ritenuta come un filone di conoscenze e rituali dal quale attingere, quando necessario, in parallelo alla dottrina della Chiesa; oppure è vissuta in forme sincretistiche assieme le preghiere, gli atti votivi e i riti cristiani, in una fusione di superstizioni occulte e credenze religiose ormai inestricabile.

Tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60 si riscontra in occidente, in particolar modo nei Paesi di lingua anglosassone, un crescente interesse per i culti precristiani. Tale movimento prende il nome di neopaganesimo, indicando con tale dicitura un eterogeneo miscuglio di gruppi più o meno numerosi, più o meno organizzati e più o meno collegati tra loro, che si richiamano alle credenze pagane e al pantheon mitologico antecedente al cristianesimo. Nonostante le numerose differenze, è possibile rintracciare alcuni leitmotiv presenti nel neopaganesimo: in primis, come ricorda l’espressione stessa, una ripresa delle religiosità precedenti alla nascita e all’espansione delle religioni monoteistiche, ad esempio il druidismo in Gran Bretagna e Irlanda o la ricca mitologia scandinava, derivante dagli antichi popoli germanici, in nord Europa e Islanda. Un secondo aspetto comune è il ritorno a culti politeistici le cui figure principali sono generalmente una divinità maschile ed una femminile; inoltre, va evidenziata l’importanza della natura (rispettata come “sacra”) e il suo rapporto con l’uomo considerato solo uno dei suoi tanti prodotti, né migliore né peggiore, delle altre creature viventi; infine, l’onnipresenza di rituali magici ed esoterici, spesso rievocati da antichi testi quali i libri di magia egizia o orientale, ripresi e modificati in chiave moderna.

Dal folto ammasso di credenze neopagane sono nati alcuni gruppi o movimenti divenuti particolarmente noti oggigiorno, quali la Wicca, la New Age, il Celtismo. Ciascuno di tali fenomeni deve molta della sua notorietà al sapiente uso che ha saputo fare dei mass-media. Prendiamo l’esempio della mitologia norrena, termine oscuro ai più indicante l’antica religione germanica col suo olimpo (chiamato Asgard) di mitici divinità quali Odino, padre degli dei, suo figlio Thor, dio del tuono, e Loki, il malvagio fratellastro maestro di arti oscure. Sono numerosissime le opere letterarie, teatrali e liriche che si richiamano alla mitologia nordica. Ma a far conoscere Thor al grande pubblico ha certamente contribuito l’omonimo fumetto, ideato da Stan Lee (testi) e Jack Kirby (disegni), prodotto dalla Marvel Comics e apparso per la prima volta sulla rivista “Journey into Mystery” nel 1962. Vi si narrano le avventure del protagonista, Thor appunto, che grazie alla forza sovrannaturale e al suo martello magico sconfigge la setta nemica dei giganti di ghiaccio sventando i piani malefici del fratellastro incantatore Loki. La magia la fa da padrone essendo l’elemento essenziale per la riuscita di ogni avventura; nei racconti viene sempre contrapposta la pratica “buona” e retta di Odino e Thor a quella “cattiva” e ingannevole dei nemici. Oltre al famoso fumetto, che solo in Italia ha pubblicato più di 300 numeri, sono dedicati all’eroe asgardiano numerosi cartoni animati (“The Marvel Superheroes”, “The Avengers: Earth’s Mightiest Heroes”…), videogiochi (“Marvel: La Grande Alleanza” 1 e 2, “Thor – God of Thunder”) nonché l’omonimo film del 2011, “Thor”, diretto da Kenneth Branagh e interpretato, tra gli altri, da due grandi attori quali Anthony Hopkins e Natalie Portman. La vasta produzione mediatica ha diffuso e pubblicizzato il mondo delle divinità germaniche in maniera capillare a giovani e adulti arrivando, grazie all’uso del fumetto, considerato una forma d’arte tipicamente popolare, perfino agli strati sociali più bassi. Assistiamo così al paradosso di avere nelle nostre scuole e parrocchie bambini italiani che sanno poco o niente della propria religione ma conoscono a memoria nomi, riti e personaggi di culti noti, fino a pochi anni fa, solo agli studiosi del settore. È questo sicuramente il caso anche del maghetto più famoso al mondo: Harry Potter. È enorme il numero di romanzi venduti e tradotti nei 5 continenti nati dalla penna della scrittrice J. K. Rowling all’inizio degli anni novanta. La saga di Harry e dei suoi due amici del cuore, Hermione e Ron, è composta, non a caso, da 7 libri (il 7, infatti, è notoriamente un numero magico). Nei 10 anni necessari alla pubblicazione di tutti i tomi sono state vendute circa 420 milioni di copie in 72 lingue diverse, comprese il latino e il greco antico. Sono poi stati prodotti 8 film di grande successo, innumerevoli videogames, giochi da tavola, costruzioni, gadgets scolastici, articoli di abbigliamento…è stato attribuito nientemeno il nome Dracorex Hogwartsia ad una specie di dinosauro (in riferimento ad Hogwarts, la scuola per maghi descritta nella saga letteraria) ed è nato un nuovo genere musicale correlato alla serie: il Wizard Rock (rock del mago). È facile comprendere come tutto ciò abbia avuto un impatto fortissimo nella cultura popolare occidentale, specie nei giovanissimi. Tanto per fare un esempio, poiché i sortilegi dei maghi sono pronunciati in latino, nelle scuole statunitensi si è registrato, negli ultimi 10 anni, un incredibile aumento di studenti desiderosi di imparare quest’antica lingua! Anche grazie a best seller esoterici come Harry Potter o a feste palesemente inventate per fini commerciali quali Halloween, i personaggi del “maghetto” e della “streghetta” sono stati nobilitati e glorificati quasi come eroi postmoderni, nuovi super-uomini con il potere di viaggiare nel tempo, creare dal nulla gli oggetti, scagliare incantesimi mortali o di guarigione, volare su manici di scopa e quant’altro la fervida immaginazione adolescenziale possa desiderare.

A questo punto appare chiaro che non si tratta più di innocui passatempi, considerando altresì la naturale difficoltà per un bambino di distinguere la differenza tra realtà e fantasia, soprattutto dinanzi ad un tale bombardamento di messaggi. Certo è che sono migliaia i manuali di magia per giovanissimi, dal titolo eloquente, ad essere commercializzati ogni giorno: “Manuale per apprendisti maghi”, “Centocinquanta incantesimi di magia bianca con le candele”, “La magia di Merlino, il mago”, “Rituali, incantesimi, sortilegi e pozioni della tradizione celtica”, “Il Vangelo secondo Harry Potter”… e centinaia di titoli di questo tenore scritti per le fasce adolescenziali e pre-adolescenziali. La magia, anche se sotto le mentite spoglie di attività ludico-ricreativa o addirittura spacciata per educativa, è sempre deleteria, specialmente per la coscienza in formazione di un minore. Ai nostri giovani vanno date delle alternative contro quel martellamento mediatico a cui sono sottoposti quotidianamente, attraverso mille canali, sedotti da false offerte e utopici miraggi. È necessario aiutare le nuove generazioni ad affrontare la vita invece di proporre loro risposte illusorie, fantastiche e false. Queste presunte scorciatoie promesse dalle pratiche magico-esoteriche sempre si riveleranno prima o poi vie nefaste e tenebrose.

23 maggio 2013

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