Riflessione e preghiera per la vita

Domenica 2 febbraio la Giornata nazionale. La Messa del vescovo Leuzzi a Santa Maria in Traspontina e, al termine, l’Angelus in piazza San Pietro, con il cardinale Agostino Vallini. In programma anche due convegni di Christian Giorgio

«I figli sono la pupilla dei nostri occhi. Che ne sarà di noi se non ci prendiamo cura dei nostri occhi?». Sono le parole di Papa Francesco ad ispirare la trentaseiesima Giornata nazionale per la vita del 2 febbraio che avrà come tema «Generare futuro». In questa occasione, il vescovo ausiliare Lorenzo Leuzzi celebrerà, domenica 2 alle 10.30, una Messa nella chiesa di Santa Maria in Traspontina per poi partecipare con i presenti, insieme al cardinale vicario Agostino Vallini, all’Angelus in piazza San Pietro.

La Giornata per la vita «chiama a interrogarci sulla dimensione procreativa del rapporto di coppia e sulle condizioni mediche, sociali e culturali che caratterizzano, oggi, la gravidanza – spiega monsignor Leuzzi, vescovo incaricato del Centro diocesano per la pastorale sanitaria, oltre che direttore dell’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi -. In questo contesto, il contributo della comunità accademica è importante per favorire quelle ricerche capaci di difendere la dignità della nascita come momento imprescindibile per generare il futuro della nostra società».

E sarà proprio la comunità accademica romana, in particolare quella dei dipartimenti di ginecologia, ostetricia e neonatologia della Sapienza, Cattolica, Tor Vergata e del Campus Biomedico, ad animare i due convegni in programma sabato 1 febbraio. Nel primo, che si terrà all’ospedale Sant’Andrea dalle 8.30 alle 13.30, «rifletteremo sulle cause della denatalità – dice Donatella Caserta, ordinario di Ginecologia e Ostetricia alla Sapienza -, e sulla promozione della salute procreativa. Particolare interesse si avrà inoltre nello sviluppo delle tematiche della gravidanza legate al mondo del lavoro in considerazione delle limitazioni poste dalla mancanza di un tessuto sociale che permetta di conciliare la vita di madre con quella di donna inserita in un ambiente lavorativo». Oltre ai problemi di natura sociale, «tra le cause della denatalità – osserva Domenico Arduini, ordinario di Ginecologia e Ostetricia a Tor Vergata che modererà l’incontro -, bisogna annoverare anche quelli prettamente biologici che hanno alterato la capacità della donna di procreare. Tra questi gli inquinanti ambientali, il grande utilizzo di farmaci e una pubertà sempre più precoce che anticipa l’esaurimento degli ovuli e quindi l’età della menopausa».

A indagare sulle problematiche mediche e sociali del nascere oggi in Italia sarà, invece, il convegno promosso dai dipartimenti di neonatologia delle università romane che si terrà, nello stesso orario del precedente, presso il Policlinico Umberto I. «L’incontro sarà anche l’occasione per riflettere su come la crisi economica abbia determinato un peggioramento delle condizioni di vita dell’infanzia – riflette Mario De Curtis, ordinario di Pediatria alla Sapienza -. I nati da donne che, per condizioni socioeconomiche svantaggiate, hanno difficoltà di accesso ai servizi sanitari in gravidanza sono esposti a un rischio maggiore di malattia. In più, c’è da registrare che i livelli di mortalità neonatale ed infantile sono più elevati nelle regioni meridionali, ma in modo inaspettato anche nel Lazio, dove nascono circa il 10% dei bambini italiani».

Al Teatro Argentina, infine, un’altra delle iniziative della Giornata per la vita. Lunedì 3 febbraio alle 18, il Forum Cultura pace e vita, sempre in sinergia con la pastorale universitaria diocesana, promuove una serata per «leggere le problematiche sociologiche e culturali della famiglia – dice Sergio Bernardini, ordinario di Biochimica clinica a Tor Vergata e coordinatore del Forum – in rapporto all’economia e al lavoro. Durante il convegno verrà proiettato un filmato realizzato dai presidenti di alcune delle associazioni aderenti al Forum per proporre iniziative e testimonianze che nascono dalla vita e dalle attività delle stesse associazioni».

29 gennaio 2014

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