Roma-Juve, si teme la vendetta ultras
All’Olimpico, match di Campionato a rischio. Si teme quello che accadde durante la finale di Coppa Italia. Più di mille gli uomini delle forze dell’ordine impiegati per controlli di R. S.
Dopo gli scontri che hanno accompagnato la finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, le preoccupazioni di chi gestisce l’ordine pubblico sono rivolte alla prossima partita di campionato che si giocherà, domenica 11, allo stadio Olimpico tra Roma e Juventus. Uno scontro al vertice tra la prima e la seconda squadra in classifica che, si teme, potrebbe dar adito ai soliti facinorosi di replicare la guerriglia urbana in cui è stato ferito il giovane Ciro Esposito. Oltre allo storico odio tra i due club, questa volta si temono anche le vendette trasversali per i fatti di una settimana fa.
La sicurezza sarà affidata a un migliaio di uomini delle forze dell’ordine che presidieranno la zona dello Stadio Olimpico, domenica 11 maggio, ma anche i parcheggi di scambio intorno alla zona e addirittura anche i caselli autostradali per chi verrà da fuori città. Saranno 5mila i tifosi juventini che verranno da tutta Italia. I romanisti saranno 60mila. Il lavoro investigativo di questi giorni è volto alla prevenzione dei rischi. Si stanno scandagliando, infatti, gli ambienti ultrà, a Roma e fuori.
Nei giorni scorsi il ministro degli Interni Angelino Alfano ha reso noto la disposizione del daspo per 5 anni al capo ultrà del Napoli, Gennaro De Tommaso ribadendo: «Non c’è stata nessuna trattativa. Le forze di polizia hanno lavorato bene. È infondato che il dispositivo di sicurezza abbia avuto lacune con un impegno di 1486 uomini a cui va aggiunto il consistente numero di steward, 920, impiegati nel prefiltraggio e nel controllo biglietti».
8 maggio 2014