Roma tra le città a “Spreco Zero”

Il vice sindaco Luigi Nieri ha sottoscritto, a nome del sindaco, la Carta che impegna le amministrazioni comunali contro gli sprechi alimentari, idrici ed energetici. Nasce anche una rete nazionale di R. S.

Secondo la Fao, si spreca oggi nel mondo più di un terzo del cibo che viene prodotto. Uno spreco alimentare che diventa ancora più scandaloso a fronte dell’esigenza di «aumentare la produzione di alimenti almeno del 70% nei prossimi anni per nutrire una popolazione che conterà 9 miliardi nel 2050». La denuncia è contenuta nell’incipit della “Carta per una rete di enti territoriali a spreco zero” che il vice sindaco di Roma Capitale Luigi Nieri, ha firmato questa mattina, venerdì 13 settembre, in Campidoglio, su delega del sindaco Ignazio Marino. Una sorta di decalogo di buone pratiche contro gli sprechi alimentari, idrici ed energetici con il quale Regioni, Province e Comuni si impegnano «ad adottare come orizzonte di lungo periodo lo Spreco Zero ovvero promuovere la riduzione progressiva degli sprechi mediante il controllo e la prevenzione di tutte le attività pubbliche e private che implichino la gestione di cibo, acqua, energia, rifiuti, mobilità, comunicazione».

Al progetto, lanciato un anno fa nell’ambito della campagna europea “Un anno contro lo spreco”, hanno già aderito oltre mille comuni italiani, tra i quali Milano, Bologna, Torino. «Il fatto che oggi aderisca anche Roma rappresenta un segnale fortissimo per l’Italia e per l’Europa», ha dichiarato il presidente di Last Minute Market, da cui è nata l’iniziativa, Andrea Segrè. Nieri da parte sua ha sottolineato che l’impegno dell’amministrazione capitolina è quello di mettere «Roma in prima linea sulle battaglie culturali e sociali», facendola diventare sempre più «la Capitale della solidarietà».

Con la sottoscrizione di Roma prende avvio a livello nazionale “sprecozero.net”, la rete dei sindaci che hanno aderito a Carta Spreco Zero coordinata dal Comune di Sasso Marconi. La rete servirà, come si legge nella Carta, «a confrontare, condividere, valutare e mettere in rete le buone pratiche: tecnologie, processi, progetti finalizzati a prevenire lo spreco alimentare». Con l’obiettivo di estendere le buone pratiche ai cittadini.

13 settembre 2013

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