S. Maria Addolorata, verso il 50° della fondazione

Si prepara alla festa per l’anniversario la comunità del Prenestino, che punta sui giovani e sull’aiuto agli anziani e ai bisognosi di Daniele Piccini

Si respira già aria di festa alla parrocchia Santa Maria Addolorata, nel cuore del quartiere Prenestino, periferia est di Roma. All’annuale ricorrenza patronale – tradizionalmente fissata nell’ultima domenica di settembre – si aggiungono quest’anno i festeggiamenti per il 50° anniversario della fondazione, che avranno il loro culmine il 4 ottobre, con la conclusione della “missione popolare” e la Messa solenne presieduta dal cardinale vicario Agostino Vallini. «Non sarà una festa sfarzosa – annuncia il parroco cinquantacinquenne, monsignor Remo Chiavarini, nell’accento della vitale provincia anconetana – ma in occasione dell’anniversario abbiamo voluto essere vicini alle famiglie del nostro quartiere. Quindi nei quindici giorni che precedono la festa del 4 ottobre visiteremo tutte le case, un po’ come si fa in occasione delle benedizioni pasquali».

Ci sarà molto da lavorare per il parroco e i quattro sacerdoti collaboratori di Santa Maria Addolorata, visti i 36mila abitanti del quartiere Prenestino. «Qui abbiamo a che fare con grandi numeri – spiega monsignor Chiavarini, alla guida della parrocchia di viale Venezia Giulia da 4 anni – e tutte le nostre attività pastorali sono rivolte a soddisfare le mille esigenze dei nostri fedeli. Non abbiamo tempo per il superfluo». Non è difficile crederlo: con i circa 200 ragazzi che ogni pomeriggio frequentano il cortile dell’oratorio e prendono d’assalto il campo di calcetto; i 180 che in media partecipano ai tre corsi annuali di catechismo per la prima Comunione; i 120 del gruppo di preparazione alla Confermazione e le 20 coppie di fidanzati che animano i tre cicli di corsi prematrimoniali organizzati ogni anno.

Alle attività “istituzionali” di evangelizzazione si affiancano le opere di carità, mai superflue in un quartiere popolare con sempre più diffuse sacche di povertà. «Abbiamo un gruppo Caritas molto attivo, composto da dieci volontari del Vincenziano – spiega monsignor Chiavarini – che aiutano una cinquantina di famiglie del quartiere preparando loro mensilmente un pacco con i generi alimentari di prima necessità». Ma l’indigenza non è sempre il peggior nemico: anche in una zona di Roma così densamente abitata si corre il rischio della solitudine. «I nostri volontari sono anche impegnati nella visita agli anziani soli del nostro quartiere – aggiunge il parroco – e nell’intrattenimento di una ventina di disabili che vengono accolti settimanalmente nei locali della nostra parrocchia».

Lo “zoccolo duro” dei volontari di Santa Maria Addolorata sono infatti i ragazzi dell’Azione cattolica, dove sono accolti i giovani appena cresimati, che trovano così un gruppo pronto a valorizzare il loro spirito d’iniziativa, anche dopo la conclusione del percorso per la Confermazione. «Accanto alla continua formazione catechetica – spiega monsignor Chiavarini – i membri del gruppo dell’Azione cattolica ragazzi vengono indirizzati verso attività più pratiche, come, appunto, l’assistenza ai disabili e alle persone anziane».

«L’Acr di Santa Maria Addolorata si è costituita nel 2004 – ricorda Mario Nelli, 28 anni, programmatore di software, attualmente responsabile degli educatori dell’Ac giovani della parrocchia di viale Venezia Giulia – e ora conta su un’ottantina di ragazzi. Mentre i membri del gruppo “adulti” sono circa 20. Abbiamo una ventina di ragazzi educatori che ne incontrano altri facendo vivere loro l’esperienza della catechesi esperienziale, fatta di spiritualità, ma anche di attività pratiche in parrocchia. Oltre alle iniziative tradizionali dell’Acr, come la “Carovana della pace” e la “Festa del ciao”, aiutiamo altri gruppi della parrocchia, come i “Segni nel cuore”, che si occupano di anziani, e il “Laboratorio giovani” che assiste, spesso anche a domicilio, i giovani disabili. Infine diamo una mano alla Caritas nella preparazione delle collette alimentari».

La fatica delle opere di carità della settimana viene alleviata, la domenica, dal canto dei due cori che animano le celebrazioni eucaristiche: cinquanta piccoli coristi sono all’opera durante la Messa per i giovani; le voci di una ventina di adulti (numero che cresce esponenzialmente a Natale e Pasqua) accompagnano la liturgia della celebrazione per gli adulti.

5 settembre 2008

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