S. Maria Assunta al Tufello, lo sguardo al futuro
Numerosi i progetti in cantiere nella parrocchia che conta 25mila anime. L’oratorio rimesso a nuovo per i ragazzi, il centro Elisir per gli anziani di Ilaria Sarra
Quando ci s i ferma davanti all’ingresso della parrocchia di Santa Maria Assunta al Tufello, arriva alle orecchie un vociare di ragazzi e ragazze. Seguendo le voi si arriva di fronte all’oratorio, con il campo da calcio appena rimesso a nuovo, come anche quelle da pallavolo e basket, da don Gianni Di Loreto, parroco dal 2005. «In questo quartiere – racconta il sacerdote – si sono vissuti tempi duri». Non è difficile crederci, visto che tutte le finestre della parrocchia sono chiuse da grate.
La storia racconta di una borgata di 25mila abitanti che si è riscattata e che ora sta lavorando, piano piano, per riemergere da momenti difficili. «Qui la parrocchia deve recuperare centralità – sottolinea don Gianni – deve essere più incisiva. È importante portare avanti un’opera di missionarietà proprio nel quartiere, tra gli abitanti della comunità». Qualcosa in questo senso si sta muovendo: da un paio di anni sono nati centri di ascolto del Vangelo nelle case. «Un’esperienza – commenta – che ci permette di condividere la Parola del Signore e anche di vivere forti momenti di spiritualità, come per esempio a fine anno, quando celebriamo la Messa nei cortili delle abitazioni».
Forte è la solidarietà, dunque: il gruppo scout Roma 35 si occupa, tra l’altro, della distribuzione dei pacchi viveri, insieme con il gruppo di San Vincenzo. «L’aiuto alle famiglie in difficoltà si manifesta anche con la presenza di uno sportello psicologico – spiega Gloria Proia, catechista e caposcout che vive la realtà parrocchiale da quando aveva 5 anni –. Ho conosciuto tutti i parroci che si sono succeduti qui e posso dire che questo quartiere nasconde in sé tante ricchezze, quello che si deve fare è scoprirle».
È intitolato a Salvo D’Acquisto il gruppo per i ragazzi dai 18 ai 25 anni, seguito dal viceparroco don Domenico Romeo. Per i ragazzi più piccoli è aperto, da un anno, il centro giovanile “Beato Alberto Marvelli” dove ci si incontra tre volte a settimana, giovedì, venerdì e sabato dalle 17.30 alle 19.30 per condividere, con gli animatori più grandi, momenti di spiritualità e non solo, visto che la stanza adibita al centro ha tre computer, il collegamento a internet, un maxischermo grazie al quale visionare film e poi discutere insieme. «Lo scopo – spiega don Gianni – è quello di costruire una rete di relazioni che sia luce per il quartiere. Imparare a vivere l’amicizia in una nuova dimensione». Nell’oratorio anche due compagnie teatrali, che mettono in scena degli spettacoli nei momenti forti e a fine anno. Oltre a loro usufruisce del teatro anche la compagnia stabile “I cerini” che porta sul palco due-tre spettacoli l’anno.
Si è parlato dei giovani, ma non bisogna dimenticare i tanti anziani che vivono al Tufello. «Ospitiamo nei nostri locali il centro “Elisir”, un progetto del Comune che permette ai nonni del nostro quartiere di ritrovarsi tutti i giorni insieme a trascorrere qualche momento di svago» sottolinea il parroco. Poi c’è il gruppo che don Gianni chiama simpaticamente delle “fedelissime”, signore che tutti i mercoledì si ritrovano per recitare il Rosario.
Fiore all’occhiello della parrocchia è il neonato gruppo delle famiglie intitolato a Giovanni Paolo II, che raccoglie nuclei familiari, ma anche persone separate. Da un anno, infine, questa comunità organizza la Via Crucis animata alla quale partecipano decine di parrocchiani, che prevede otto quadri in movimento. «Qui c’è ancora tanto lavoro da fare – conclude don Gianni –, i tempi più difficili sono alle spalle e ora si guarda con fiducia al futuro».
4 ottobre 2010