San Giovanni Battista De Rossi

Quattro i pilastri pastorali della comunità dell’Appio-Latino: preghiera, missionarietà, formazione e carità di Claudio Tanturri

Battere il territorio palmo a palmo. Un’espressione forse un po’ troppo militare, che però si confà alle molte iniziative promosse dai sacerdoti e dai fedeli della parrocchia di San Giovanni Battista De Rossi. Tutte attività votate all’evangelizzazione missionaria del territorio. Missionarietà che, insieme alla preghiera, è uno dei quattro «pilastri pastorali della comunità». Come sottolinea nella presentazione della vita della comunità dell’Appio-Latino il parroco monsignor Mario Pecchielan, giunto qui 10 anni fa e coadiuvato dai 3 viceparroci, don Salvatore Cernuto, don Vincenzo Moccia e don Giovanni Tran Manh Duyet, da un collaboratore, don George Perez Vasquez, e da un diacono permanente, Francesco Pleimes. «Si potrebbe dire – spiega il sacerdote – che il nostro “lavoro” si fonda su quattro punti fondamentali. Oltre ai due già accennati, mi piace ricordare la formazione e la carità».

Andando con ordine il primo, come si diceva, è sicuramente quello della preghiera, anche perché, sottolinea don Mario, «la parrocchia è innanzi tutto un luogo di incontro con il Signore». Effettivamente a San Giovanni Battista De Rossi, oltre alla particolare cura messa nell’organizzazione delle “liturgie ordinarie”, c’è un appuntamento settimanale dedicato alla meditazione individuale: l’adorazione eucaristica ogni giovedì pomeriggio. In molti, in quel giorno, passano dalla chiesa di via Cesare Baronio. «Magari anche per poco, c’è chi entra solo per restare un po’ in silenzio davanti al Santissimo, oppure tanti che, dal primo all’ultimo minuto, vi sostano silenziosi per una riflessione più lunga e partecipata». Oltre alle meditazioni scritturali proposte di volta in volta, durante l’orazione personale, ci sono dei gruppi di giovani che a rotazione pensano all’animazione musicale e liturgica. «Gli stessi ragazzi che poi – e questo è il secondo “pilastro”, della missionarietà – pensano anche all’animazione delle celebrazioni della Parola che proponiamo ogni mercoledì sera negli androni e nei cortili dei palazzi del quartiere».

La proposta è quella di una catechesi sul Vangelo della domenica successiva. Un’attività iniziata in occasione della Missione cittadina indetta l’8 dicembre 1995 da Giovanni Paolo II a piazza di Spagna e chiusa ufficialmente nel 1999. Ma che qui a San Giovanni Battista De Rossi, sottolinea don Mario, «ha continuato a portare frutti spirituali importanti. Anche per questo abbiamo sentito l’esigenza di proseguire nel favorire il consolidamento di questo progetto pastorale». Si pensi che qui sono ancora molto attivi una cinquantina di centri di ascolto del Vangelo nelle case. «Un’attività ereditata dalla Missione e portata avanti da laici che formiamo in parrocchia». Ma nello sviluppo dell’evangelizzazione missionaria di zona vanno inseriti anche altri appuntamenti, come la preghiera per i defunti del quartiere nel mese di novembre, la novena natalizia, la Via Crucis quaresimale e il Rosario settimanale nel mese di maggio. Tutto rigorosamente nelle strade. Ma non solo. Da qualche anno, infatti, si tengono anche celebrazioni eucaristiche nei tempi liturgici forti in ambienti importanti per il territorio tra la via Appia e il parco della Caffarella, come ad esempio nella sede del IX Municipio, o nel grande centro bocciofilo anziani, dove don Mario presiede la Messa almeno due volte l’anno. Ma anche la visita ai negozi e agli uffici della zona, oltre al precetto pasquale per le scuole. «Nonostante lo celebriamo fuori dell’orario scolastico è curioso che ogni volta la presenza di alunni, insegnanti e genitori è sempre massiccia. E anche questo, secondo me, è un bel segnale del fatto che la gente, in fin dei conti, sente forte l’esigenza della presenza della parrocchia nella propria vita di tutti i giorni».

Tra le altre iniziative che monsignor Pecchielan vuole ricordare ci sono poi quelle di formazione che, oltre alle ordinarie attività catechistiche di iniziazione cristiana, annovera anche uno speciale ciclo di incontri per gli adulti. «Con loro – spiega – portiamo avanti un cammino di approfondimento su tematiche emergenti di attualità alla luce del Vangelo, del Magistero di Benedetto XVI e del Catechismo della Chiesa cattolica. L’obiettivo è dare alla gente strumenti di giudizio validi per i fatti del nostro tempo».

Ultimo «pilastro», naturalmente non in ordine di importanza, «è quello della carità che svolgiamo attraverso 5 impegni fondamentali: portando cibo e amicizia, ogni giovedì sera, ai senza tetto che dormono nelle stazioni ferroviarie di Tuscolana, Ostiense e Termini. Senza tetto che poi il mercoledì pomeriggio ci raggiungono in parrocchia per ascoltare la spiegazione del Vangelo domenicale da parte di un catechista e prendersi qualche vestito e dei pacchi di viveri». Oltre a ciò, è un attivo centro di ascolto della Caritas e si portano avanti attività di azione missionaria in Bolivia, a Santa Cruz. «Qui abbiamo adottato un orfanotrofio di 120 bambine, che sosteniamo economicamente, e dove i nostri ragazzi si recano ogni anno per attività di volontariato e di animazione». Ma la solidarietà dei parrocchiani va anche al seminario maggiore della grande città sudamericana. «Aiutiamo i seminaristi poveri della struttura e accogliamo, in parrocchia, un sacerdote che viene a Roma per specializzarsi».

Una vita pastorale “frenetica”, dunque, quella dei fedeli di San Giovanni Battista De Rossi che, grazie al bel teatro parrocchiale, possono anche gustare ogni mese gli spettacoli offerti dalle quattro attivissime compagnie della parrocchia. Un cruccio comunque don Mario ce l’ha. Ed è quello relativo alla pastorale giovanile: «Nonostante i tanti sforzi, ancora stenta a decollare. Comunque noi continuiamo a seminare e i frutti – ne è sicuro – non tarderanno a manifestarsi».

10 gennaio 2007

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