San Mauro Abate, in prima linea per l’emergenza freddo

Durante il periodo invernale la parrocchia mette a disposizione 3 container per i senza tetto. Nella comunità del Laurentino grande attenzione alle famiglie in crisi e ai giovani di Ilaria Sarra

«Una soluzione efficace per un problema importante». Così don Giancarlo Graziano, parroco di San Mauro Abate, definisce il progetto “Emergenza freddo” che, già da cinque anni, la parrocchia porta avanti in collaborazione con il Comune e il XII Municipio. Dal mese di gennaio ad aprile, infatti, i senzatetto segnalati dalla Caritas e dalla comunità di Sant’Egidio, usufruiscono di 3 container, per un totale di 12 posti, situati tra Laurentina e Fonte Ostiense. «Queste persone possono cenare, lavarsi, dormire e fare colazione in un luogo caldo e protetto – spiega don Graziano -, perché durante la notte c’è un custode e i pasti sono cucinati dai parrocchiani. Alcune persone passate di qui, sono riuscite anche a reinserirsi nella società».

Questa è solo una delle iniziative che don Giancarlo ha presentato sabato 24 gennaio al cardinale Agostino Vallini, che ha visitato la comunità a coronamento della festa patronale. Dopo aver incontrato il consiglio pastorale, il porporato ha celebrato la Messa alla quale hanno partecipato anche numerosi giovani. Tra loro, anche quelli dei gruppi di post cresima e degli universitari. «Alcuni – racconta il parroco – allenano pure i bambini delle 5 squadre di calcetto, che disputano tornei interni ed esterni».

«Il gruppo del post cresima viene seguito da varie coppie – dice -. Talvolta, per i giovani senza una famiglia alle spalle, diventano veri punti di riferimento». Soprattutto nella zona del Laurentino 38, dove, ancora oggi si vivono situazioni di grande difficoltà. Il territorio conta circa 35mila abitanti, che don Graziano conosce molto bene, poiché guida questa comunità dal 1980: «All’inizio qua non c’era nulla – spiega -, il quartiere nacque per dare una casa a tutte le famiglie che vivevano nelle baracche. Io avevo a disposizione quattro stanze date dal Comune. Poi sono iniziati i lavori della chiesa, ma nel 1984 un incendio ha bruciato l’edificio e abbiamo ricominciato da capo». Finalmente, nel 1990, la struttura venne completata e inaugurata: «Da allora – ricorda il parroco – è stata un punto di riferimento per l’intera zona, che oggi ha cambiato fisionomia, anche rispetto alla cattiva fama di qualche anno fa. Ma le situazioni di disagio estremo, purtroppo, ancora permangono».

Proprio per limitare queste difficoltà, che colpiscono soprattutto i più piccoli, in parrocchia si lavora molto sulla famiglia con due gruppi che si incontrano per approfondire la Parola e le tematiche matrimoniali. C’è poi l’équipe “Betania” che sostiene coppie separate o divorziate con l’aiuto di psicologi volontari. «Siamo una comunità che guarda con fiducia al futuro – conclude – e sappiamo che lavorando insieme supereremo ogni ostacolo».

27 gennaio 2009

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