Santa Cecilia: al via la stagione di musica da camera
Ad aprire il cartellone il pianista Campanella con un omaggio a Franz Liszt. Tra gli altri interpreti András Schiff, Maurizio Pollini e Radu Lupu. Ampio spazio anche alla musica vocale di Mariaelena Finessi
Si apre con un omaggio a Franz Liszt nel bicentenario della nascita, la stagione di musica da camera 2011-2012 dell’Accademia di Santa Cecilia. Il concerto, all’Auditorium «Parco della Musica» (Sala Sinopoli) si svolge venerdì 21 ottobre con Michele Campanella, pianista di riferimento dell’interpretazione lisztiana. Mentre sabato 22 si apre la stagione sinfonica con l’ottava di Mahler eseguita dall’orchestra, coro e voci bianche dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Antonio Pappano. Con il concerto di Campanella, che apre la stagione di musica da camera, il maestro campano completa così il suo personale tributo al compositore ungherese, Liszt, iniziato nella scorsa stagione, con un recital che svela l’anima del musicista, insieme intima e brillante, e l’inclinazione di un uomo che rinunciando al matrimonio con la principessa Carolina von Sayn-Wittgenstein, fissato per il 22 ottobre 1861 a Roma, entrò quattro anni dopo nell’ordine dei frati minori.
«La “Sonata in Si minore” – spiega Campanella – esprime con straordinaria chiarezza e con solida struttura il contrasto insanabile tra la richiesta di serenità e l’insopprimibile inquietudine, o in altre parole la contemporanea presenza, in molta della musica lisztiana, di Dio e di Satana». Uguale profondità la si ritrova nella terza e ultima «Année de Pèlerinage», dedicata all’Italia: «Sono una meditazione sulla vita e sulla morte che ci aiutano a comprendere il percorso creativo del suo autore. Ogni compiacimento estetico – precisa il maestro napoletano – è abolito severamente, la sensualità che traspariva dal suono della giovinezza lisztiana si è trasformata in durezza rocciosa, il senso della confessione che bandisce ogni codice letterario appare di una forza spirituale sorprendente». È un Liszt che non conosciamo, «in un certo senso un Liszt che non vogliamo conoscere, che mette in dubbio lo stereotipo che abbiamo coniato su di lui». L’abate ungherese che a lungo visse tra Tivoli e Roma, dove era stato 22 anni prima in compagnia di Marie d’Agult, la donna che gli diede tre figlie, tra cui Cosima che avrebbe sposato in seconde nozze Richard Wagner, ebbe però a dire: «Io posso aspettare». In altri termini, confessa Campanella, «una volta liberateci dagli equivoci e dai pregiudizi, come spero appunto sia avvenuto o avverrà grazie a questo bicentenario e al mio lavoro, potremo dire di aver scoperto chi sia stato veramente Liszt e il valore immenso della sua opera». Ideatore delle «maratone lisztiane», purtroppo interrotte per motivi economici, Michele Campanella è stato infatti protagonista di una serie di appuntamenti lungo tutto l’anno delle celebrazioni lisztiane, in Italia e all’estero. Impegnato anche nel presentare al pubblico il restauro di due preziosi pianoforti appartenuti all’abate Liszt – ossia un Bechstein di proprietà dell’accademia musicale chigiana di Siena e uno Steinway di proprietà del museo teatrale della Scala di Milano -, ai primi di ottobre si è esibito come solista del primo concerto di Liszt nel spettacolo che Riccardo Muti ha diretto a Chicago per questo bicentenario.
Dopo Campanella la stagione ceciliana, che chiuderà i battenti il prossimo 24 maggio, vedrà alternarsi sul palcoscenico nomi celebri come Ivo Pogorelich con il suo amato Chopin oppure Hélène Grimaud, pianista francese e allevatrice di lupi, con un programma duttile che da Mozart arriva a Berg. Bach sarà invece interpretato da András Schiff, mentre a febbraio Maurizio Pollini sarà presente con un recital. Tra i sommi pianisti tornano Grigory Sokolov e Radu Lupu con una personalissima interpretazione di Franck, Schubert e Debussy. Ampio spazio per la musica vocale, dal baritono tedesco Christian Gerhaher che sarà il protagonista di una serata dedicata ai lieder di Gustav Mahler al grande tenore inglese Ian Bostridge. Cecilia Bartoli e Ann Hallenberg saranno, invece, le interpreti di un raffinato progetto dedicato alla voce dei castrati. Particolarmente attesa, infine, è l’Orchestra d’Archi di Santa Cecilia con il concerto di dicembre, possibile grazie alla fondazione Pro Canale, istituzione che mette a disposizione di musicisti professionisti un importante patrimonio di strumenti storici ad arco altrimenti inaccessibili.
21 ottobre 2011