Santa Chiara

Una comunità nello stile dell’accoglienza, dove il numero dei battesimi è superiore a quello dei funerali di Gianluigi De Palo
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«Santa Chiara è come una grande famiglia. Il tratto significativo della nostra parrocchia è la gioiosa accoglienza». Il parroco mons. Giuseppe Frigiola non ha dubbi. Gli fa eco don Valerio, uno dei due vice-parroci: «Qui ci sono davvero tante iniziative ma nonostante la quantità di proposte la cosa più bella è che ciascuno si sente a casa». E anche i laici che incontriamo sono dello stesso avviso: «Il senso di accoglienza che si percepisce in questa parrocchia non lo trovi da nessuna parte. C’è sempre qualcuno che ti ascolta ed è difficile non trovare il tuo spazio: se vuoi mettere i tuoi talenti a disposizione degli altri, a Santa Chiara porteranno frutto». Questo radicamento della realtà parrocchiale viene da molto lontano: «La parrocchia – spiega don Giuseppe – si è rivelata sin dall’inizio degli anni sessanta un punto di riferimento per le attese delle famiglie che cominciavano ad abitare il quartiere. Fondamentale poi è stata la figura di mons. Gianni Todescato che per 41 anni ha guidato in modo intelligente e creativo la parrocchia vedendo nascere e crescere diverse generazioni».

Il territorio si presenta fondamentalmente omogeneo per quanto riguarda l’aspetto socio-culturale tendenzialmente medio-alto, anche se da alcuni anni si sta lievemente modificando il contesto per l’inserimento di nuove famiglie. Essendo stata tra i primi edifici costruiti nella zona, la parrocchia è stata fin dall’inizio il centro di aggregazione del quartiere che oggi conta circa 16 mila abitanti. Una rilevante presenza poi è quella delle collaboratrici familiari extracomunitarie che partecipano attivamente alla vita parrocchiale e che accudiscono gli anziani non autosufficienti. Che Santa Chiara sia un punto di riferimento per il territorio lo si evince dal numero di persone che gravitano intorno ad essa. Nelle sale parrocchiali è un via vai di gente di tutte le età. Dalle signore anziane che svolgono il lavoro di segreteria agli adulti, dai giovani, che sono tanti e motivati, ai bambini che frequentano il catechismo. Basti pensare che il numero dei battesimi (130 in un anno) è superiore a quello dei funerali (110), così come sono particolarmente significativi il numero delle comunioni (160) e delle cresime (80), che denotano un incremento della natalità. «È un circolo virtuoso – racconta don Valerio -. Anche perché se da un lato abbiamo oltre cento catechisti che si occupano della formazione cristiana dei tanti gruppi giovanili che sono nati in questi anni, dall’altro avremmo una ventina di giovani motivati e competenti che potrebbero fare catechismo, ma che non trovano spazio». Anche gli scout dell’Agesci non sono pochi. Nella parrocchia, infatti ha sede il gruppo storico Roma 24 che conta circa 150 ragazzi.

Don Andrea Manto, l’altro vice parroco, si occupa in particolar modo della formazione spirituale dei catechisti e del progetto culturale orientato in senso cristiano che cerca di educare la comunità a cogliere i segnali che giungono dal mondo della cultura, proponendo incontri legati ai temi di attualità: «Stiamo cercando di coinvolgere i giovani anche in questo tipo di attività, soprattutto cercando di rilanciare il sito internet». Ma sono due le realtà che maggiormente si occupano dell’aspetto culturale: il cineforum e la biblioteca. Il primo in particolare, nell’Auditorium Due Pini, riesce a proporre circa 24 film all’anno. Ma in questi anni un grande successo lo hanno avuto gli incontri culturali proposti da don Andrea, che hanno visto nell’auditorium la presenza di politici e di personalità di grande spessore: «Pochi giorni fa ad esempio – racconta – sono venuti Ferruccio De Bortoli e Luigi Accattoli a parlare sul tema della trasparenza e della verità nella comunicazione. Ma in passato abbiamo toccato fra le altre cose il problema dell’eutanasia, della fecondazione artificiale e della globalizzazione». Durante l’Avvento, poi, don Cesare Bissoli, biblista salesiano e collaboratore parrocchiale di lunga data, come ogni anno, terrà una serie di incontri di formazione spirituale per gli adulti. Quest’anno il tema sarà “Il Decalogo o Dieci Comandamenti. Senso e ruolo della legge nella religione ebraico-cristiana”.

A Santa Chiara gioca un ruolo importante anche l’impegno nella carità, vissuto come via privilegiata per l’evangelizzazione. Diversi i fronti aperti in questa direzione: dall’attività del gruppo vincenziano che con il suo centro di ascolto rende un servizio di accoglienza e di attenzione alle istanze delle persone in difficoltà, alla collaborazione con la parrocchia di San Crispino, come sostegno ai poveri e ai disagiati di quella realtà. Dall’attenzione verso gli ospiti della casa famiglia Luciani, al gruppo Eta Beta per i portatori di handicap. Senza dimenticare il gruppo missionario che si propone di percorrere un cammino di sensibilizzazione alla dimensione missionaria personale e comunitaria e che propone delle microrealizzazioni concrete a sostegno di alcune iniziative nate presso delle comunità locali (nella Repubblica Democratica del Congo, in Lituania, Brasile e Nicaragua) e seguite personalmente da religiosi legati da rapporti di fratellanza con la parrocchia del quartiere Della Vittoria. «In una realtà così articolata – conclude il parroco – è importante continuare a valorizzare la dimensione formativo-spirituale, mettendo sempre in evidenza il primato dell’evangelizzazione e del primo annuncio. Questa è la linea che abbiamo intrapreso e a cui vogliamo essere fedeli. Mantenendo quell’accoglienza gioiosa che caratterizza così tanto la nostra splendida parrocchia».

25 novembre 2005

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