Santa Maria Regina Mundi, Messa per Gigliozzi

La comunità di Torre Spaccata ricorda l’esponente di spicco del laicato cattolico romano, scrittore, autore e regista di R. S.

La parrocchia di Santa Maria Regina Mundi a Torre Spaccata, sabato 24 marzo, alle ore 18, ospiterà la celebrazione di una Messa nel trigesimo della morte di Giovanni Gigliozzi, figura notevole del laicato cattolico romano, scrittore, autore e regista di programmi radiofonici, già presidente del Centro diocesano di teologia per laici, presidente dell’Anfim, l’associazione nazionale famiglie martiri caduti per la libertà. Ne dà notizia la comunità parrocchiale di Torre Spaccata, che lo ebbe ospite in diverse occasioni, tra cui le serate romanesche organizzate durante le feste patronali, in occasione delle quali Gigliozzi recitò i sonetti del Belli, musicati dal maestro Gangi. Alla commemorazione saranno presenti le figlie e i gli appartenenti al Centro romanesco Trilussa.

Gigliozzi è morto lo scorso 24 febbraio all’età di 87 anni. Lavorò alla Rai come giornalista e condusse anche la storica trasmissione “Qui RadioDue” con Anna Leonardi. Fu tra l’altro iniziatore, dal 1949, con monsignor Luigi Novarese, del programma radiofonico “Quarto d’ora della serenità”, sulle frequenze della Radio Vaticana. Fu sempre in prima linea per denunciare, nell’eccidio delle fosse Ardeatine (1944), un crimine deliberato per intimorire la popolazione e non soltanto un’azione di rappresaglia militare. Nella strage aveva perso un cugino.

Un grato pensiero a Gigliozzi era stato rivolto nelle scorse settimane anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, insieme al «deferente omaggio a tutti i martiri che con il loro sacrificio difesero gli ideali di giustizia, democrazia e pace, nei drammatici frangenti della liberazione nazionale». Nel messaggio inviato in occasione dell’XI congresso nazionale dell’Associazione nazionale tra le famiglie italiane dei martiri caduti per la libertà della Patria, a Rosina Stame, presidente vicaria dell’Anfim, sottolineava che «il loro esempio costituisce un patrimonio spirituale da tramandare alle giovani generazioni, anche ripercorrendo quella che è stata definita come la geografia del dolore». Napolitano aveva ricordato «un nobile patriota qual era Giovanni Gigliozzi, per oltre trent’anni stimato presidente del sodalizio».

21 marzo 2007

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