Santi Simone e Giuda Taddeo, realtà con 60 etnie

Numerosi gli stranieri che frequentano la parrocchia di Torre Angela, divisa in 4 zone pastorali. Gli oratori per i ragazzi, la mensa per i poveri e il “Progetto Latte” per le mamme indigenti di Federica Cifelli

Ogni domenica, 13 celebrazioni eucaristiche in 7 luoghi di culto diversi. E tra i banchi, uomini, donne, ragazzi di circa 60 etnie differenti. È una realtà complessa quella dei Santi Simone e Giuda Taddeo, la comunità parrocchiale di Torre Angela che domenica (30 novembre) pomeriggio ha ricevuto la visita pastorale del cardinale Agostino Vallini.

Circa 50mila abitanti, disseminati su un territorio che va dalla Casilina alla Prenestina, dal Grande Raccordo Anulare fino a via di Tor Bella Monaca. Proprio per questo, quando iniziò l’espansione della borgata la comunità venne divisa in 4 zone pastorali, e così strutturata ha continuato a crescere. Alla chiesa centrale dunque, in via Torrenova, si affiancano quella di Santa Maddalena agli Arcacci, la Madonna dei Lumi e la cappella di San Gabriele, poco distante dalla chiesa delle Suore di Santa Chiara. «In ognuna di queste zone – spiega il parroco don Giampiero Ialongo, alla guida della comunità dal settembre 2006 – ci sono gli spazi per la catechesi e l’oratorio».

Quello di San Gabriele, intitolato al Beato Piergiorgio Frassati, ospita anche una mensa di solidarietà, realizzata grazie a un’offerta della nipote del beato e inaugurata il 26 ottobre scorso. «È una struttura per i poveri ma non solo – chiarisce don Ialongo -. La nostra mensa infatti ospita anche anziani soli, famiglie che vengono a offrire il loro tempo e la loro compagnia. E la domenica anche noi preti andiamo lì a mangiare».

Dedicato invece alle ragazze madri in difficoltà il Progetto Latte, «voluto dal mio predecessore don Vittorio Bernardi». L’obiettivo: assicurare il latte in polvere nei primi mesi dei bambini. «Per questo ci aiutano alcune aziende – riferisce il parroco -, ma in Avvento chiediamo anche la collaborazione delle scuole del territorio». È un’attenzione costante, quella per la famiglia, nella comunità di Torre Angela: alle mamme che lavorano offre anche un supporto per la cura dei figli.

Tutti questi progetti, rileva don Ialongo, «sono possibili grazie al grande coinvolgimento dei laici», che si formano nei gruppi di giovanissimi e giovani di Azione cattolica, negli Scout, nei gruppi di famiglie e di catechesi per adulti, nel gruppo carismatico “Gesù Risorto”. «Un dinamismo che è il segno distintivo di questa comunità».

2 dicembre 2008

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