Scuole a rischio sicurezza
Dopo il crollo alla Tomassetti le verifiche di agibilità. Nel Lazio il 53% degli edifici scolastici ha più di 35 anni e oltre il 10% avrebbe bisogno di ristrutturazione urgente. Le proposte delle associazioni di Laura Badaracchi
Il primo quadrimestre è ormai agli sgoccioli, ma non accennano a placarsi le proteste di associazioni e studenti per i problemi dell’agibilità di non poche scuole romane. L’ultimo caso registrato dalle cronache riguarda il crollo del solaio della Giuseppe Tomassetti, sulla via Cassia, avvenuto lo scorso 11 gennaio. Ma i dati denunciano irregolarità diffuse e «tantissimi istituti in condizioni pessime», riferisce Alessandro Mustillo, responsabile del collettivo “Senza Tregua” che ha verificato in una trentina di scuole la situazione precaria dell’edilizia: dai licei Virgilio e Visconti al Socrate e al Keplero, passando per il Tacito e il Pasteur. In tante aule soffitti e controsoffitti – questi ultimi crollati a dicembre all’Albertelli e al Margherita di Savoia – si presentano in cattivo stato, mentre al Virginia Wolf una crepa sulla facciata “comunica” con l’interno della scuola e al Piaget l’acqua piovana arriva nella stanza della segreteria a motivo delle infiltrazioni.
Per Mustillo ci vorrebbero 13 miliardi di euro «solo per l’agibilità statica», e altrettanti per «manutenzioni ordinarie e straordinarie, messa in sicurezza» e altri interventi. Come la scuola elementare Raffaello Sanzio di via del Casaletto, con infissi arrugginiti da cui sporgono spigoli “affilati” ad altezza bambino e bagni in cui a volte le mattonelle si staccano dalle pareti. Succede spesso, viste le criticità della sicurezza sui banchi nella nostra regione, dove il 53% delle scuole ha più di 35 anni, oltre il 10% ha bisogno di ristrutturazione urgente, circa il 35% è privo di scale di sicurezza e il 27% di certificato di conformità per gli impianti anti-incendio. A fotografare vecchie strutture fatiscenti – al Centro storico e nelle periferie – sono le analisi di Legambiente Lazio.
Per Cittadinanzattiva sono urgenti sia la creazione dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, sia lo stanziamento di fondi ordinari per uscire dall’emergenza: «In sicurezza, riteniamo che non sia tollerabile strappare la sufficienza», afferma Adriana Bizzarri, coordinatrice dell’ambito Scuola dell’associazione. Altra questione aperta riguarda l’amianto che, prima di essere vietato dalla legge, è stato utilizzato nella costruzione di quasi tutti gli edifici scolastici: nella Capitale è stato rimosso nei mesi scorsi dalla scuola Bitossi; intanto proseguono le verifiche in largo Da Vinci, dove vennero smantellati nel ’99 due padiglioni. E le competenze sono diverse: alla Provincia spetta la manutenzione delle superiori, mentre per le scuole dell’obbligo il compito passa al Comune e ai Municipi.
Intanto la Commissione parlamentare d’inchiesta su infortuni sul lavoro e morti bianche ha previsto la creazione di “Scuola Spa”, ente a cui trasferire la proprietà degli edifici scolastici e la competenza su manutenzione e messa in sicurezza. Su 1.706 interventi urgenti previsti dal ministero dell’Istruzione nel “Piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici” con uno stanziamento di 358 milioni di euro, 154 progetti riguardano il Lazio, con un costo stimato in 35 milioni e 495 mila euro. Da parte sua, l’assessore regionale alle infrastrutture e ai lavori pubblici, Luca Malcotti, ha assicurato: «Abbiamo un piano di edilizia scolastica da 115 milioni di euro con un primo bando, da 62 milioni», che dovrebbe essere pronto nelle prossime settimane. E nella capitale? Negli ultimi dodici mesi la Provincia ha investito complessivamente circa 36 milioni di euro per messa in sicurezza, ampliamento e manutenzione straordinaria dei plessi scolastici nella metropoli e nel suo hinterland. Per evitare che alunni, insegnanti e personale rischino la salute, e in casi estremi la vita, a motivo di colpevoli inadempienze.
24 gennaio 2011