Sollima, Mengoni e la Morris al teatro Valle
72 ore di musica per protestare contro i tagli alla cultura e per ribadire l’importanza della creatività artistica. Partecipano 100 violoncellisti italiani e i grandi nomi della musica internazionale di Mariaelena Finessi
Giovanni Sollima sarà il protagonista atteso al Teatro Valle occupato, a Roma: il noto violoncellista e compositore palermitano, infatti, si esibirà in una tre giorni, dal 16 al 18 marzo, alla quale parteciperanno anche artisti come Sarah Jane Morris e Marco Mengoni. Inaugurato da Stefano Bollani, torna così con Sollima il movimento «Vertenza Musica», «che si propone di rinnovare la musica italiana – spiegano gli organizzatori -, affrontando le diverse criticità del tema e mettendo in pratica nuove politiche culturali ed economiche che regolamentino lo sviluppo musicale in Italia».
L’iniziativa – a cui hanno aderito anche 100 violoncellisti da tutta Italia, oltre ai grandi nomi della musica nazionale e internazionale – propone un laboratorio aperto e due concorsi, uno dedicato a compositori da tutto il mondo e un altro per costruire un bio-violoncello da realizzare con materiali di riciclo. Non mancheranno quelli che sono stati ribattezzati “blitz metropolitani” con concerti a sorpresa nelle piazze del quartiere Centocelle e del centro storico della capitale, mentre videomaker e registi indipendenti realizzeranno un’opera cinematografica collettiva con le riprese dell’evento. Alla registrazione del documentario possono aderire tutti purché muniti di videocamera digitale (modello canon 5D o similare di altre marche), memoria per registrare, alimentazione e tutto il necessario.
I compositori che hanno partecipato al concorso “Prima Vista” si sono misurati nella scrittura delle musiche per questa originale formazione di 100 violoncelli. Appena una manciata di regole quelle previste dal bando, ma perentorie: il brano deve essere leggibile a prima vista. In altre parole deve essere composto in maniera chiara e la sua durata non può superare il minuto. Ad eseguirlo a prima vista, appunto, saranno proprio Sollima e i suoi 100 violoncellisti nella serata di domenica 18 marzo (ore 20).
Impegnato nella battaglia contro la malavita organizzata, Giovanni Sollima – che dal 2010 insegna presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma – oltre che per le sue musiche, ha raggiunto una notorietà diffusa anche grazie alla composizione «Requiem per le vittime della mafia», eseguita nella Cattedrale di Palermo a un anno esatto dalla strage di Capaci. Una scommessa civile, la sua, che ha pagato personalmente, costretto a vivere sotto scorta per un certo periodo. Allo stesso modo nell’ottobre 2002, assieme alla cantautrice Elisa, porta in scena al Teatro Massimo di Palermo l’opera musicale sul tema dell’immigrazione «Ellis Island», dal nome dell’isoletta davanti a Manhattan, anticamera per l’America per 22 milioni di emigranti.
Caleidoscopico, Sollima, ha pure cercato di sposare la musica con le altre arti, come la danza – collaborando, tra gli altri, con Karole Armitage e Carolyn Carlson –, con il teatro insieme a Bob Wilson e Peter Stein, ma anche con il cinema accanto a Peter Greenaway, John Turturro e Marco Tullio Giordana, componendo la colonna sonora del film «I Cento Passi». Un’iniziativa come quella concepita per il teatro Valle, occupato dai lavoratori dello spettacolo per protestare contro i tagli al mondo della produzione culturale, rientra dunque nelle corde di Sollima: 72 ore consecutive di musica per arrestare un sistema che penalizza la musica, come espressione della creatività e come professione capace di generare un intero indotto economico, prezioso specie in questo momento così difficile per il mercato del lavoro in Italia.
16 marzo 2012