Strumenti di pace, musica contro la guerra

Una composizione inedita per orchestra e soprano sui testi di Lech Walesa, Aung San Suu Kyi e Barack Obama: per partecipare al concorso c’è tempo fino al 30 aprile di Mariaelena Finessi

Lech Walesa, Aung San Suu Kyi e Barack Obama ispiratori di musiche contro la guerra. Su alcuni loro testi, infatti, dovranno cimentarsi compositori di ogni nazionalità che non abbiano compiuto i quaranta anni al 30 aprile del 2012, data ultima per la consegna delle proprie creazioni. È quanto stabilisce il bando di partecipazione al terzo concorso musicale “Strumenti di pace” (info: www.strumentidipace.net), indetto con cadenza biennale dalla Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto. Tema dell’iniziativa, presentata il 28 marzo a Roma, è una composizione inedita per orchestra e soprano su testo, appunto, dei tre Premi Nobel. Il brano vincitore verrà eseguito in prima assoluta il 6 luglio 2012 dalla Brussels Philharmonic – the Orchestra of Flanders diretta da Michel Tabachnik nell’anfiteatro sul Colle di Miravalle, a Rovereto, la cittadina che conserva la campana Maria Dolens, voluta nel 1925 dal sacerdote don Antonio Rossaro «per costringere ogni sera l’uomo a riflettere sui destini del mondo e della storia, cercando in essa – spiega Alberto Robol, reggente della Fondazione – le ragioni del convivere».

E il concorso, come chiarisce il direttore artistico Marcello Filotei, non è altro che «la volontà di declinare in musica la cultura del dialogo». La Campana della Pace che ogni giorno squilla a Rovereto, infatti, «ci ha fatto pensare, in questa terza edizione, a chi per la pace ha lavorato sul campo anche a rischio della propria vita». I nomi, per quest’anno, sono quelli di «tre figure, quali Obama, Walesa e Aung San Suu Kyi, nate e cresciute in contesti diversi, espressione di Paesi e culture lontani tra loro, eppure – continua Filotei – capaci di rendere la propria testimonianza e il proprio esempio validi, ad ogni latitudine, nel linguaggio universale della pace». Le parole dei Premi Nobel costituiscono dunque la «pietra angolare sulla quale costruire le cantate».

E a spiegare in conferenza stampa l’importanza della musica nei momenti bui della storia di un uomo è Lech Walesa: «La musica – racconta il fondatore del sindacato polacco Solidarnosc – si colloca a metà tra la parola e il corpo ed è uno strumento fondamentale che precede il Verbo. Anche ai tempi delle nostre lotte ascoltarla ci dava coraggio, influenzava il nostro spirito e addolciva le nostre usanze. Spesso e volentieri ci ha fatto sognare». A poco più di un mese dalla beatificazione di Karol Woityla, Walesa ricorda poi il contributo del grande Papa polacco al successo di Solidarnosc e alla vittoria sul comunismo: «Noi siamo infinitamente grati a Giovanni Paolo II per l’aggregazione che lui ha messo in moto, che ci ha fatto capire che le persone di fede erano molto più numerose di quello che credevamo». «Wojtyla – conclude colui che dal 1990 al 1995 ha anche ricoperto la carica di presidente della Polonia – ha reso la nostra fede più nobile, rammentandoci alcuni principi che avevamo dimenticato: che il bene, vince sul male».

29 marzo 2011

Potrebbe piacerti anche