Tre milioni e mezzo gli italiani nel mondo: i dati del Rapporto Migrantes
Sparsi tra l’Europa e l’America i connazionali che hanno lasciato la penisola. Molti sono giovani e altamente qualificati di R. S.
Sono oltre 3,5 milioni gli italiani che risiedono all’estero, un numero superiore ai cittadini stranieri che risiedono in Italia. Un’emigrazione che non è solo frutto di espatri avvenuti in passato ma che continua ai giorni nostri interessando giovani manager, lavoratori altamente qualificati, studenti e ricercatori, che aiutano l’Italia a essere a passo con le esigenze della globalizzazione.
3.568.532 cittadini italiani residenti all’estero ad aprile 2007 sono risultati quasi mezzo milione in più rispetto a un anno prima. Questo forte incremento è dovuto in gran parte ad un perfezionamento dell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), che ha inserito, in collaborazione con i Consolati, molte posizioni di connazionali prima sotto verifica, ma anche a nuovi espatriati, nuove nascite e nuove acquisizioni di cittadinanza.
Un’emigrazione prevalentemente concentrata in Europa (2.043.998 presenze, 57,3% del totale) e in America (1.330.148, 34,3%), con comunità che superano il mezzo milione di presenze in Germania, Svizzera e Argentina. Si può dire che i paesi ricchi di ieri, quando l’Italia aveva uno sviluppo carente e una gran fame di posti di lavoro, abbiano accolto consistenti collettività di italiani, dall’Alaska alla Terra del Fuoco, dall’America Latina all’Australia, dall’Europa dell’Est al Sud Africa. Su ciascuno di essi il Rapporto Migrantes presenta focus mirati con riferimenti storici dati, notizie sugli interventi di parte italiana, i casi di affermazione più eclatanti.
Il 18% dei connazionali agli esteri è costituito da ultrasessantacinquenni, mentre è poco conosciuto che un altro 18% è costituito da minori, quasi ad attestare che si tratta di una presenza che ha le radici nel passato, ma è protesa verso il futuro. Sono poi 100 mila quanti nel tempo hanno acquisito la cittadinanza italiana. L’area degli oriundi, inoltre, è immensa, tra i 60 e i 70 milioni secondo stime, e questo spiega anche perché ogni anno vi siano nel mondo 600 mila persone che frequentano corsi di italiano, la quarta lingua più studiata del pianeta.
Sono questi alcuni dei dati che emergono dal secondo “Rapporto Italiani nel mondo 2007” (464 pagine, edizioni Idos) presentato oggi, giovedì 4 ottobre, dalla Fondazione Migrantes in collaborazione con Acli (Roberto Volpini), Inas-Cisl (Gianluca Lodetti), Mcl (Tonino Inchingoli) e Missionari Scalabriniani (Lorenzo Prencipe). I cinquanta autori, che hanno curato i diversi capitoli, sono esperti dell’emigrazione italiana, prescelti tra studiosi, ricercatori, sindacalisti, missionari e rappresentanti delle comunità di italiani nel mondo. Partendo da una panoramica aggiornata sui flussi e sulle presenze all’estero, il Rapporto Migrantes ha trattato sia gli aspetti socio-culturali e religiosi che quelli socio-economici, per soffermarsi nell’ultima parte su diversi approfondimenti tematici.
«Il Rapporto 2007, pur spirando nelle sue pagine un grande affetto per la materia trattata, è caratterizzato dall’analisi critica dei dati e dalle considerazioni sulle dimensioni attuali e future del fenomeno,andando al di là delle percezioni emotive per favorire nel lettore, sia in Italia che all’estero, un confronto obiettivo con la realtà»: così, don Domenico Locatelli, responsabile per la pastorale degli italiani nel mondo della Fondazione Migrantes ha presentato il lavoro.
4 ottobre 2007