Unitalsi, Pellegrinaggio della Gioia a Loreto

Edizione numero 40 per l’iniziativa organizzata dalla sezione romana-laziale dell’associazione per i bambini, specie quelli malati. Circa 500 i partecipanti, tra piccoli, genitori e volontari di Luca Pellegrini

Parte oggi, giovedì 26 giugno, il 40° Pellegrinaggio della Gioia a Loreto, organizzato dalla sezione romana-laziale dell’Unitalsi. Protagonisti: i bambini del Lazio – in particolare quelli ammalati – che, accompagnati dalle famiglie e dai volontari, avranno la possibilità di vivere una settimana all’insegna dell’allegria, della speranza e della preghiera (informazioni su www.unitalsiromanalaziale.it).

«Raggiungere i quarant’anni è un traguardo importante – racconta il presidente di sezione Preziosa Terrinoni -. Tutto è iniziato quando il presidente dell’epoca, Mario Cantera, pensò di organizzare un pellegrinaggio dedicato ai bambini. Quando si intraprende un nuovo percorso non è mai facile, però questo ha avuto una grande risonanza: tutto era strutturato a misura di bambino. Nel corso degli anni si è cercato di renderlo più gioioso per dare la possibilità sia ai bambini che ai genitori di vivere questa settimana con spensieratezza, senza comunque trascurare le difficoltà che portano nel loro bagaglio di vita».

Tutta l’organizzazione è in mano a volontari che contribuiscono anche sotto il profilo economico. «Fin dall’inizio il viaggio era gratuito per i bambini e i genitori, e lo è tuttora – spiega Terrinoni -. Da alcuni anni però, vista la crisi economica, le mamme hanno pensato di offrire un contributo per rendersi utili affinché questo pellegrinaggio continui. Per il resto siamo noi volontari a sostenere le spese, con il sostegno di persone che generosamente offrono il loro contributo sia in denaro che con servizi». Circa 500 gli iscritti al pellegrinaggio numero 40, tra bambini, genitori e volontari.

I pullman con i pellegrini sono partiti da varie zone del Lazio alla volta di Loreto, dove inizieranno ufficialmente le attività. Come ogni anno sarà un tema legato ad una favola, in questo caso “La Bella e la Bestia”, a guidare il pellegrinaggio con i volontari, che cercheranno di trasmettere ai bambini i valori presenti nella narrazione. «Tra i volontari ci sono tantissimi giovani – afferma Terrinoni -. Nel corso del pellegrinaggio emerge il lato positivo di un mondo, quello giovanile, del quale troppo spesso si parla solo in chiave negativa. Il Pellegrinaggio della Gioia è una palestra di vita. Permette ai genitori, ai giovani e ai bambini, che spesso non apprezzano ciò che hanno, di vedere le cose secondo un’altra prospettiva».

26 giugno 2014

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