“Voci di casa”, racconti scritti da casalinghe

In Campidoglio la premiazione del concorso letterario indetto dal Moica. Presto un libro con i testi migliori di Mariaelena Finessi

«Anche il frigorifero rassomiglia alla vecchiaia: poche cose in uno spazio troppo grande e fuori misura». Nada Grande con “La voce del mare” si aggiudica il primo premio al concorso letterario “Voci di casa” indetto dal Moica, il Movimento italiano casalinghe, e di cui è madrina Flavia Veltroni. «E pensare che per anni l’ho riempito con una cura maniacale, continuando a rimpinzarlo come fosse lo stomaco della mia famiglia, lo stomaco del mondo che io dovevo accudire e che adesso mi appare come il ventre di una balena famelica della cui fame insaziabile io sono stata la sola custode, sacerdotessa di un tempio dove si celebravano sacrifici umani. La quale scopre alla fine della cerimonia di essere la sola vittima offerta agli dei». Nada, ex maestra alle elementari, a dicembre compirà 82 anni. Ma, davvero, non li dimostrerebbe se non fosse per quegli occhi velati di tristezza che la obbligano a tenere lo sguardo basso. Nella Sala della Protomoteca, al Campidoglio, dove si svolge la cerimonia alla presenza del vice sindaco di Roma Maria Pia Garavaglia, questa elegante signora si commuove a sentir leggere ad alta voce il suo racconto. Pagine che parlano di silenzi imposti dalla vita e di amori interrotti. Non sa dimenticare, il cuore, quel marito ufficiale di aeronautica, morto in un incidente aereo: «Ancora una volta torna presente il passato», davanti alla luce che viene dal frigo aperto e che, «tra una bottiglia di latte e una confezione di marmellata, illumina la mia solitudine».

Giovanni Mariotto, invece, mette su carta una capacità di assaporarsi la vita, prima sconosciuta. Padovano e guance rosse, 82 anni anche per lui. Al suo “Sogno” la giuria, presieduta dalla scrittrice Melania Mazzucco, riconosce il merito, oltre che stilistico, di aver saputo dare voce alle emozioni più profonde, belle e brutte, che nascono tra le mura di casa. Spesso, in cucina. Il signor Giovanni, timido e frettoloso, scrive a mano i suoi racconti. Stringere la penna fra le dita, dice, gli procura «una sensazione intensa che trasforma i pensieri nelle frasi che poi, quasi, scivolano da sole». Da quando è casalingo, dalla perdita della moglie, considera in modo diverso le donne. Soprattutto quelle che stanno in casa, paragonabili ad “angeli”. Come quello che s’è portato in cielo “lei”: «Mi cadde il mondo addosso. Non chiedevo nulla, piangevo, solo. La salute non resse: la leucemia ha trovato sangue fertile nel mio sangue spossato dove si annidò silenziosa in punta di piedi». Dalla malattia e dall’incontro con un frate cappuccino, fra’ Corrado, ha saputo trarre la gioia per continuare a vivere. Nella casa che oggi lui rassetta. Nella cucina dove lui si prepara «anche» da mangiare: «Ogni giorno imparo qualcosa di nuovo. Mi è stata fatta vedere la strada ora tocca a me percorrerla con il solo aiuto della mia ritrovata serenità».

Pagine con eguale forza espressiva sono state raccolte da Teresa Amendolagine, presidente del concorso, in un volume che a breve uscirà per la Herald Editore: «“Voci di casa” è un premio diverso – spiega –, che si rivolge alle casalinghe e ai casalinghi italiani con il patrocinio delle più alte istituzioni dello Stato e del Pontificio Consiglio della famiglia. Un concorso bandito per dare evidenza alle voci di coloro che pur svolgendo l’unico lavoro che coinvolge tutti i sentimenti insiti nella natura umana, sono troppo spesso sottovalutate e ignorate». In tanti hanno partecipato, più di mille gli elaborati recapitati al Moica, perlopiù provenienti dal Lazio, a seguire Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. I settantenni i più numerosi, 22 anni la più giovane, 88 anni la più anziana.

10 novembre 2006

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