“11 settembre 1683” dice “no” alla guerra

In uscita nelle sale una pellicola firmata da Renzo Martinelli per dire che nessuno dei seri problemi di convivenza che agitano il mondo contemporaneo comincia da oggi di Massimo Giraldi

In un periodo in cui si parla molto di dialogo tra religioni per spiegarsi e capirsi, un film in uscita tra pochi giorni sugli schermi offre alla riflessione un elemento che l’inesorabile incalzare di immagini televisive, di fonti cartacee e in rete ha quasi cancellato: nessuno dei seri problemi di convivenza che agitano il mondo contemporaneo comincia da oggi. Anzi, si può proprio partire dal film che si intitola, in modo diretto, “11 settembre 1683”.

L’avvenimento è reale, tanto importante quanto fin troppo dimenticato all’interno della storia europea. Nell’estate di quell’anno, arriva la notizia che il Gran Visir Kara Mustafa ha lasciato la Turchia e sta marciando alla volta di Vienna. Alla guida di trecentomila uomini, Mustafa ha l’obiettivo di sventolare lo stendardo verde del profeta Maometto sulle capitali del continente, da subito Vienna e poi Roma. L’assedio finale comincia appunto l’11 settembre. A quel punto il monaco cappuccino Marco da Aviano, friulano di nascita, è riuscito a vincere dubbi e incertezze e a mettere insieme la Lega Santa guidata dal Re polacco Jan III Sobieski. Ben posizionato sotto il profilo strategico, l’esercito di Sobieski conduce la controffensiva e sbaraglia le truppe ottomane.

Renzo Martinelli, il regista, precisa di aver conosciuto il fatto e di aver sentito per la prima volta il nome di Marco da Aviano quando nel 2001 stava preparando l’anteprima in Friuli di “Vajont” e le televisioni mostravano le immagini dell’attentato alle Torri Gemelle. «Si può dire – aggiunge – che il lavoro sul film di oggi sia cominciato proprio quel giorno di dodici anni fa». Confermando una spiccata preferenza per la storia e per avvenimenti difficili e controversi (tra gli altri, “Porzus”, 1997; “Piazza delle Cinque Lune”, 2003; “Carnera”, 2008; “Barbarossa”, 2009), Martinelli affronta una ricostruzione minuziosa e dettagliata di quell’episodio.

Un momento di fronte al quale il corso della civiltà europea avrebbe potuto prendere una direzione opposta e il destino di interi popoli cadere nelle mani dell’impero ottomano. Riproporre quegli eventi di oltre trecento anni fa significa anche misurarsi con una attualizzazione delle situazioni. Per restare alla impressione più immediata, ne viene fuori per esempio che già allora, di fronte alla minaccia musulmana, si pose un’Europa divisa e incerta, frazionata al proprio interno e non convinta della necessità di attivare un fronte unico di difesa.

Decisivo fu il coraggio carico di forte spiritualità di Marco da Aviano, che potè affiancare il Re di Polonia. Un film che offre dunque molti agganci per riflettere sull’incontro/scontro tra religioni e culture, oltre ad essere, dice l’autore, un’opera sulla insensatezza della guerra e anche delle guerre di religione, di tutte le guerre.

8 aprile 2013

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