Il Sammy arrivista di Schulberg
Dalla penna di Schulberg, un ritratto disincantato dell’America degli anni ’40, tra gli splendori e le miserie di Hollywood di Andrea Monda
Buddy Schulberg è un autore quasi del tutto sconosciuto in Italia, a parte forse una nicchia di studiosi del cinema e della boxe. Questo scrittore ebreo di New York ha continuamente oscillato tra Hollywood e il mondo della boxe e ancora oggi, ultranovantenne, Schulberg (nella foto) sta scrivendo una sceneggiatura per Spike Lee sul campione nero dei pesi massimi Joe Louis, dopo aver sul suo curriculum firmato altri copioni celebri come quelli di Fronte del porto e Un volto tra la folla, entrambi divenuti film nella metà degli anni ’50 grazie alla regia di Elia Kazan. Il romanzo che oggi la Sellerio pubblica finalmente in Italia è ancora precedente, risalendo al 1941, e rappresenta un acuto e disincantato spaccato della società americana di quegli anni, tra gli splendori e le miserie di Hollywood in cui si comincia a intravedere l’ombra della futura caccia alle streghe del maccartismo (che coinvolse anche Kazan e lo stesso Schulberg).
Ricco di echi autobiografici questo Perché corre Sammy? è un avvincente racconto della parabola, inevitabilmente drammatica, di un affascinante arrivista. A metà tra il Gatsby di Scott e il Bel Ami di Maupassant, Sammy Glick, che va sempre di corsa, è un perfetto simbolo della società americana capitalista perché la sua storia, come nota acutamente Giuseppe Scaraffia nella nota finale, «è una storia naturale dell’arrivismo che si confonde con l’epopea del capitalismo». Schulberg, osserva Scaraffia, «non è, come ha sentenziato Fernanda Pivano, un “mediocre scrittore diventato famoso solo per la sua familiarità con Scott”. È invece quello che le storie letterarie definiscono un autore minore, qualcuno cioè che, pur non essendo un genio assoluto, ha scritto qualcosa di degno di essere letto anche dopo la sua morte. Ha fatto buoni libri e le sceneggiature di alcuni film nodali del dopoguerra. Inutile aggiungere che, nello stato attuale della letteratura, un minore come Schulberg è un gigante». Un’affermazione che, dopo aver letto Perché corre Sammy? viene istintivo sottoscrivere, soprattutto per la sua ultima battuta.
«Perché corre Sammy?» di Buddy Schulberg, Sellerio, pagg. 398, Euro 12
25 settembre 2005