Il cardinale Ruini: «Positiva la presenza dei volontari nei consultori»

Rendere effettiva la tutela della maternità prevista dalla legge 194: da Assisi l’appello del presidente della Cei di Agenzia Sir

È «positiva» la presenza dei volontari nei consultori per fare in modo che «la tutela della maternità prevista dalla legge 194 sia resa più effettiva»: lo ha detto ad Assisi il cardinale Camillo Ruini, presidente della Cei, nella conferenza stampa di chiusura della 55ª assemblea generale, a proposito delle polemiche sulla pillola abortiva RU486 e della proposta di inserire la presenza dei volontari del Movimento per la vita nei consultori. «È auspicabile che l’affermazione di fondo della legge 194 sia resa più effettiva – ha aggiunto il cardinale Ruini -. Avere persone nei consultori è positivo, perché finora il lavoro di tutela della maternità è stato fatto poco». Non tutti sanno, ha aggiunto il cardinale Ruini, «che il Movimento per la vita ha aiutato 70.000 donne a portare avanti la gravidanza. Sono tutte donne contente di aver preso questa decisione. Sono state sostenute non costringendole, ma aiutandole concretamente». Questo vale soprattutto «per le donne immigrate – ha precisato – che spesso sono costrette ad abortire perché sono in difficoltà. Conosco io stesso storie drammatiche di questo tipo». Il successo del referendum per la legge sulla fecondazione assistita, ha detto il cardinale, rispondendo alla domanda di un giornalista «ci insegna, in positivo, il rilievo crescente di questi problemi, che toccano questioni antropologiche; l’unità all’interno del mondo cattolico che dimostra come sia cambiato il clima rispetto a 30/40 anni fa; il fatto che non solo in Italia, ma in tanti Paesi, c’è una convergenza su questi temi anche da parte di non cristiani e persone che non hanno alcun riferimento religioso».

Il cardinale ha ribadito che «sui temi etici di rilievo non c’è ingerenza, la Chiesa espone il suo pensiero sull’uomo e non lo impone ad alcuno». «La laicità – ha spiegato – afferma chiaramente la distinzione tra Chiesa e Stato e la legittima autonomia delle realtà terrene. Laicismo è quando si vuole escludere la Chiesa dalla vita pubblica, chiedendo che abbia solo rilevanza privata». Allo stesso tempo, «si ha ingerenza da parte della Chiesa quando vuole entrare in campi in cui non ci sono temi etici di rilievo – ha detto – allora è bene che la Chiesa non si pronunci. Ma sui grandi temi etici la Chiesa non può non pronunciarsi su ciò che è utile e vantaggioso per l’uomo, non solo per il cattolico. In questi campi non vedo proprio ingerenza”.

18 novembre 2005

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