Rifiuti, tempo scaduto per Malagrotta

Dall’11 aprile la discarica accoglierà solo la differenziata. Il ministro Clini: «Niente proroghe». Mentre si attende la decisione su Monti dell’Ortaccio, Lombardia e Piemonte chiudono ai rifiuti di Roma di F. Cif.

Ultimo giorno oggi, mercoledì 10 aprile, per i rifiuti non trattati nella maxi discarica di Malagrotta. Giovedì 11 aprile infatti scade la proroga per questo tipo di materiale, firmata dal commissario straordinario Goffredo Sottile. Eppure la questione rifiuti nel Lazio non accenna a trovare soluzioni. Gli impianti nel Lazio designati dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini infatti vanno bene ma non sono sufficienti ad accogliere i rifiuti indifferenziati nella Capitale. Né accenna a placarsi la protesta dei cittadini del Lazio, dopo che il Consiglio di Stato ha bloccato l’inizio dei lavori per l’inceneritore di Albano, in attesa di verificare se l’apertura dei cantieri non sia dannosa per l’ambiente e per il territorio.

A Malagrotta, dunque, potranno essere deferiti solo i rifiuti provenienti da raccolta differenziata. In attesa che entri in funzione il tritovagliatore di Rocca Cencia, che dovrebbe essere operativo intorno al 20 aprile, il presidente della Regione Nicola Zingaretti fa sapere che chiederà aiuto al di fuori dei confini laziali. «Giovedì alla conferenza dei presidenti delle Regioni – ha dichiarato – sosterrò e chiederò ad altre Regioni di accogliere i rifiuti di Roma per un periodo transitorio per essere lavorati. Altrimenti la Capitale è in difficoltà».

«Niente proroghe», ha ribadito il ministro Clini, confermando il suo piano: camion pronti a partire per gli impianti tmb individuati (due dell’Ama, due della Colari) anche verso località fuori dal Lazio. Proteste e barricate come quelle messe in campo nell’impianto di Colfelice, in Ciociaria, non fermeranno l’iter avviato. Intanto si attende la decisione del Tar Lazio su Monti dell’Ortaccio, il sito individuato come discarica provvisoria per il dopo Malagrotta.

Cinque, sembra, le regioni alle quali sarebbe stata chiesta intanto la disponibilità ad accogliere i rifiuti di Roma: Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana e Abruzzo, per un totale di 1.650 tonnellate al giorno. Già verificata, da parte dell’Ama, la disponibilità tecnica degli impianti individuati in queste regioni. Dalla Lombardia però è già arrivata, per bocca dell’assessore all’Ambiente, energia e sviluppo sostenibile Claudia Maria Terzi, una risposta assolutamente negativa. «Si tratterebbe – ha rilevato Terzi – di 350 tonnellate al giorno per 30 giorni, per un totale di 10.500 tonnellate. Dopo essermi confrontata con il presidente Maroni, posso anticipare che non daremo il nostro ok a questa richiesta». Analoga la risposta del Piemonte. «Non accetteremo i rifiuti del Lazio – ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente Roberto Ravello -: la nostra Regione ha un suo equilibrio e non ce la sentiamo di creare condizioni che potrebbero causare difficoltà».

Intanto su quella che si profila sempre più come una vera emergenza per la Capitale è intervenuto nuovamente anche il sindaco Gianni Alemanno. «La mia preoccupazione – ha dichiarato annunciando l’intenzione di sentire a breve ministro e commissario – non è per i rifiuti in strada ma per evitare l’infrazione comunitaria che c’è su Malagrotta per rifiuti del “tal quale”», vale a dire l’indifferenziato. Da cinque anni, rivendica Alemanno, il Comune chiede un piano complessivo per ottenere un’alternativa a Malagrotta. Ora «siamo vicini a una soluzione perché si è trovata la strada per trattare tutti i rifiuti. Si poteva evitare tutto questo cominciando molto prima, ma ribadisco che Roma Capitale è vittima di tutto questo. Il Comune raccoglie i rifiuti li tratta, li differenzia, sta aumentando la differenziata poi però lo smaltimento non è compito nostro ma delle strutture più grandi di noi che devono darci indicazioni precise».

10 aprile 2013

Potrebbe piacerti anche