Biblioteca vaticana, accordo per digitalizzare 3mila manoscritti
L’accordo, firmato con l’azienda giapponese attiva nel settore in oltre 40 Paesi “Ntt Data” si inserisce nel più ampio progetto di digitalizzazione di tutti gli 82mila manoscritti di R. S.
Tre mila manoscritti da digitalizzare nell’arco di quattro anni. È quanto prevede l’accordo firmato oggi, giovedì 20 marzo, tra “Ntt Data”, azienda giapponese specializzata nel settore che opera in oltre 40 Paesi e la Biblioteca apostolica vaticana. L’accordo si inserisce nel più vasto progetto di digitalizzazione di tutti gli 82mila manoscritti presenti in Vaticano. «Conservare e rendere disponibile l’immenso tesoro dell’umanità che le è stato affidato»: con queste parole monsignor Jean-Louis Bruguès, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, ha definito lo spirito del progetto, che vuole offrire alla libera consultazione sul web di manoscritti che «si estendono dall’America precolombiana all’estremo oriente cinese e giapponese, transitando per tutte le culture e le lingue che hanno animato la cultura dell’Europa».
Una «missione umanistica», in sintesi, che intende giungere fino alle più svariate «periferie culturali». «Tutti i manoscritti digitalizzati grazie a questo progetto saranno resi disponibili sul sito della Biblioteca apostolica vaticana nella forma di immagini ad alta definizione», ha spiegato Toshio Iwamoto, presidente e Ceo di “Ntt Data Corporation”. «Il nostro obiettivo – ha aggiunto Patrizio Mapelli, presidente e Ceo di Nt Data Emea – è dare la possibilità agli studiosi di accedere in maniera più semplice a tesori culturali e storici del Vaticano».
20 marzo 2014