A Palazzo Braschi i vedutisti francesi

In mostra settanta opere, tra acquerelli e incisioni, che raccontano la bellezza della campagna romana e il fascino di luoghi storici come Castel Sant’Angelo, il Colosseo e Ponte Milvio di Francesca Romana Cicero

Negli spazi espositivi destinati alle mostre temporanee del Museo di Palazzo Braschi è in corso la mostra: “Luoghi comuni: vedutisti a Roma tra il XVIII ed il XIX secolo”, prorogata fino al 15 giugno 2012. La mostra consta di 70 opere – tra acquerelli e incisioni – eseguite da artisti francesi che gravitavano attorno all’Accademia di Francia, prestigiosa istituzione che attualmente ha sede a Villa Medici. Istituzione che, per volere del re Luigi XIV, consentiva ai pittori francesi di perfezionare le tecniche e ampliare la formazione culturale a Roma, al pari degli altri artisti ed intellettuali europei che, tra Settecento e Ottocento, compivano il cosiddetto Grand tour, eleggendo come tappe privilegiate le città del Bel paese, come Venezia, Napoli, Firenze.

Sulle orme di Goethe, Stendhal, Chautebriand, vedutisti francesi fissarono il loro sguardo poetico su Roma, cercando di rintracciare in essa segni della grandiosità del suo glorioso passato. Superando l’immobilismo in cui pareva regnare la Città eterna – all’epoca lo Stato pontificio era piuttosto arretrato rispetto ad altri territori d’Europa – le trasparenze degli acquerelli e delle incisioni di questi artisti coglievano l’invito di Rosseau di ritornare alla natura, ritraendo il fascino silvestre della campagna romana e l’evanescente e misteriosa bellezza di luoghi noti, come il Colosseo, Castel Sant’Angelo, Ponte Milvio e Pineta Sacchetti (considerati arcani e selvaggi), Tivoli e Ariccia.

D’ispirazione pre-romantica, le personali visioni di questi artisti costituiscono una produzione raffinata, destinata a un pubblico selezionato che chiedeva lumi sul viaggio “d’istruzione e di piacere” in Italia. Produzione oggi fruibile in special modo dagli intenditori, poco inclini a lasciarsi condizionare dagli spazi espositivi sobri e da pannelli divulgativi che forniscono solo indicazioni essenziali.

Gran parte delle opere presentate proviene da due importanti collezioni del Museo di Roma: la raccolta di Basile de Lemmerman (Tiflis 1898-Divonne le Bains 1975) e quella di Anna Laetitia Pecci-Blunt (Roma 1885-Marlia1971). Due collezionisti che hanno evitato la dispersione delle opere donandole a un’istituzione pubblica.

Tra gli acquerelli segnaliamo quelli di Hubert Robert il quale, data la predilezione, è stato soprannominato “Robert delle rovine”. La rassegna è la prima di una serie dedicata ad artisti stranieri che soggiornarono a lungo a Roma, subendone il fascino. A seguire un omaggio ad artisti tedeschi e inglesi.

“Luoghi comuni: vedutisti a Roma tra il XVIII ed il XIX secolo” c/o il Museo di Roma Palazzo Braschi – sale espositive del piano terra – ingresso da Piazza Navona, 2 e da Piazza San Pantaleo, 10. Prorogata fino al 15 giugno 2012. Curatrice: Simonetta Tozzi. Orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 20. Biglietti: integrato Museo + Mostra: intero 9 euro; ridotto 7 euro. per i cittadini residenti nel Comune di Roma (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza): intero 8 euro; ridotto 6 euro; solo Mostra: intero 4 euro; ridotto 3 euro. Informazioni: 060608 (tutti i giorni dalle 9 alle 21).

29 maggio 2012

Potrebbe piacerti anche