A San Gregorio Magno carità in primo piano

Una casa di accoglienza e un centro d’ascolto nella parrocchia della Magliana guidata da don Renzo Chiesa, che il 6 aprile riceverà la visita del Papa. Don Lops: «Un onore per tutto il quartiere» di Giulia Rocchi

Ha festeggiato l’anno scorso il cinquantesimo anniversario di fondazione, la parrocchia di San Gregorio Magno, e già si prepara a un’altra data da segnare nel suo libro di storia: quella di domenica 6 aprile, quando Papa Francesco arriverà in visita nella comunità della Magliana. «È un onore per noi e per tutto il nostro quartiere – commenta don Elio Lops, il viceparroco – che, ora come in passato, è spesso ricordato soltanto per fatti di cronaca nera, legati magari alla purtroppo nota “banda della Magliana”. In realtà questo è un territorio che è sempre in cammino sulla via del bene». Lo dimostrano le tante iniziative portate avanti a San Gregorio Magno, sotto la guida del parroco don Renzo Chiesa, rientrato venerdì notte da un pellegrinaggio in Terra Santa.

Domenica prossima sarà lui ad accogliere il Papa, insieme con il cardinale vicario Agostino Vallini e il vescovo ausiliare Paolo Selvadagi. Il benvenuto ufficiale a Francesco, alle 16, lo darà un bambino ammalato; quindi tutti i ragazzi e gli adolescenti che frequentano il catechismo, radunati nel campo sportivo parrocchiale. «Saranno coinvolti anche quelli delle scuole vicine – anticipa don Elio – perché questa è una visita non solo alla parrocchia ma a tutto il quartiere». Una catechista e una coppia di genitori racconteranno al Santo Padre la realtà di San Gregorio Magno; quindi il Pontefice si sposterà in uno dei saloni parrocchiali dove incontrerà gli ammalati. «Poi gli presenteremo le realtà sociali della zona – spiega ancora il viceparroco -: dalla “Lampada dei desideri”, associazione per l’integrazione e inclusione sociale sul territorio delle persone con disabilità, alla cooperativa “La prora”, che aiuta i disoccupati, a “Magliana 80”, comunità diurna per il recupero dei tossicodipendenti. Quindi i poveri del nostro “Sabato in famiglia”. Poi visiterà la “Casa della Carità”». La struttura parrocchiale, inaugurata nel 1988, è animata dalle suore Carmelitane minori della carità e dai volontari: «Costituisce un grande segno inequivocabile per tutti – osserva don Lops – e mostra l’unione inscindibile tra Eucaristia e carità».

In pratica, due grandi saloni parrocchiali furono trasformati in appartamento, con una zona giorno e una zona notte. Oggi vivono qui due religiose, suor Manuela e suor Enrica, e dieci ospiti con diverso tipo di difficoltà, dagli anziani, ai disabili, ad alcuni stranieri soli. «Condividiamo insieme ogni momento della giornata – spiega suor Manuela, alla Casa della Carità dal 2006 -, facciamo famiglia in parrocchia, per la parrocchia e nella parrocchia, attorno a Gesù e ai suoi prediletti, che sono i più bisognosi. Quello che facciamo non è assistenzialismo ma un atto di vera devozione. L’Eucaristia celebrata la domenica diventa servizio concreto». Ecco, allora, il senso del simbolo della Casa: un cestino che contiene i tre pani dell’Eucaristia, della Parola e dei Poveri. «Non sono ambiti separati, perché noi vogliamo vivere una liturgia continua», dice suor Manuela.

A San Gregorio la carità è in primo piano anche grazie «al centro di ascolto Caritas – fa sapere ancora il viceparroco -, in costante contatto con i bisogni delle persone e collegato in rete con tutti i servizi della città». Poi c’è il doposcuola per i ragazzi, l’oratorio domenicale, il sabato pomeriggio con l’Acr, il gruppo «Amicizia» per gli anziani, il gruppo missionario, il consultorio familiare «generosamente gestito da una équipe del Consultorio di via della Pigna». E il «Sabato in famiglia»: non una vera mensa per i bisognosi ma un pranzo organizzato dai parrocchiani per i meno fortunati.

Come nelle precedenti visite alle parrocchie, Papa Francesco confesserà cinque persone e poi, alle 18, presiederà la Messa.

1° aprile 2014

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