Accanto ai genitori dei piccoli malati
L’impegno della onlus nata grazie ai coniugi Ciavattini dopo la perdita del loro figlio, nel 1992. Il progetto: dare vita alla “Casa di Davide”, in zona Cornelia. Ma servono fondi per ristrutturare la palazzina di Lorena Leonardi
«Ho perso un figlio, Davide, nel 1992. Con mia moglie abbiamo vissuto questo dramma da febbraio a luglio di quell’anno. Nella disgrazia, però, eravamo fortunati perché abitavamo a Roma, vicini ai nostri affetti. Lì, all’ospedale Bambino Gesù, ci siamo accorti della tragedia vissuta da tanta gente che veniva da fuori Roma: i papà dormivano in macchina, le mamme sulle sedie». Quando Davide è stato portato via dalla leucemia, Luigi Ciavattini e la moglie Margherita hanno dato vita all’associazione che porta il suo nome. «Il Signore ci ha presi per mano e ci ha condotti su questa strada, da soli non avremmo potuto fare nulla», spiega Luigi, che della onlus è presidente. L’obiettivo era dare un letto, e una casa, gratuitamente, alle famiglie dei bambini provenienti da altre zone d’Italia costretti alle cure nel reparto di oncoematologia dell’ospedale pediatrico che, racconta, «abbiamo per prima cosa abbellito e reso a misura di bambino». Poi «abbiamo preso in affitto un primo appartamento dove ospitavamo tre famiglie». Ora gli appartamenti sono tre e le famiglie 11, ma il desiderio è «aumentare i posti letto e riunire venti famiglie in un unico luogo, la “Casa di Davide”». Che sarà in zona Cornelia, nella Casa provinciale delle Figlie della Carità di via Francesco Albergotti. «Ma ci servono fondi per ristrutturare la palazzina», spiega Luigi illustrando le iniziative messe in campo dall’associazione per la raccolta: una cena di beneficienza con dopocena musicale, il prossimo 15 dicembre, e la vendita, anche online su www.associavattini.org, di dolci natalizi, vini, prosecchi e panettoni al mirto provenienti dalla Sardegna.
«La cosa più importante», secondo Luigi, è «l’accoglienza. C’è anche chi è nostro ospite da diversi anni. Un abbraccio, un pianto insieme, sono fondamentali». Ogni nucleo rimane almeno un paio di mesi, durante i quali i bimbi affrontano le terapie, «ma ritornano anche dopo le dimissioni, quando occorre fare i controlli in day hospital». Le attività della onlus, però, non si limitano all’accoglienza dei non residenti: grazie ai circa trenta volontari attivi ogni giorno, ai piccoli ospiti viene offerta assistenza domiciliare, ludica e clown-terapia, e ogni giorno dagli appartamenti passa un pullman che trasporta bimbi e genitori all’ospedale. Le famiglie che hanno perso il figlio si riuniscono una volta al mese per una Messa, cui segue un incontro di confronto con altri genitori che vivono la stessa dolorosa esperienza. L’associazione organizza, ogni anno, un mercatino di Natale al Bambino Gesù, e in cantiere per il prossimo marzo c’è uno spettacolo al «Puff» con Lando Fiorini.
10 dicembre 2012