Al Museo dell’Ara Pacis la creatività di Roberto Munari

In mostra oltre 200 pezzi tra oggetti e bozzetti realizzati dall’ironico ed eclettico artista, grafico e designer di Francesca Romana Cicero

Uno sguardo sereno, divertente ed ironico, è quello di Roberto Munari (1907-1998), artista poliedrico che silenziosamente ha operato una rivoluzione tesa a superare i limiti contenuti nelle idee, negli oggetti e nel tempo. In dialogo con l’antico, un’esposizione al Museo dell’Ara Pacis – mediante 200 pezzi, tra oggetti, scritti, opere d’arte e di grafica – ne celebra la vivace creatività fondata su una concezione funzionale e maiuetica dell’arte: qualsiasi idea o oggetto rivela molti più significati e funzioni di quanto non abbiano attribuito loro la consuetudine o l’uso.

La lezione di Munari è semplice, ma persuasiva: è sufficiente essere attenti, vigilare, giocare con le cose, per scoprire in esse un altro mondo. E allora le sculture da viaggio, le macchine inutili, i libri illeggibili, gli orologi che si divertono a mescolare le ore sul quadrante, la sedia per visite brevissime (è inclinata a 45°), sono il risultato del suo sorriso disincantato sul mondo, del suo sottile umorismo che, anche quando si allontana dall’influenza del secondo futurismo, è sempre interessato a distruggere l’opera d’arte tradizionale.

Crafico e designer – al suo nome sono legate alcune tra le aziende italiane più importanti, come la Olivetti o la Pirelli, per le quali ha realizzato bozzetti e manifesti – aveva come obiettivo quello di semplificare, di realizzare un oggetto perfetto in quanto “sintesi minima” al di fuori delle mode. L’eclettismo di Munari è evidenziato da un percorso espositivo non cronologico o tipologico, ma che mette in relazione i diversi linguaggi, come probabilmente avrebbe gradito lo stesso artista, utilizzando aree tematiche.

Il pensiero e l’opera di Munari hanno trovato una naturale applicazione nel mondo della didattica, in quanto se tutto può avere una forma, anche la stessa vita, questa forma può essere riconosciuta più facilmente dallo sguardo puro del bambino, non toccato da pregiudizi o condizionamenti. La mostra, infatti, si completa con i Laboratori Metodo Bruno Munari, ideati e curati dall’Associazione intitolata all’artista e presieduta dal figlio Alberto.

Da segnalare la peculiarità delle audioguide: da 12 ore di materiale audio degli archivi della RadioTelevisione della Svizzera Italiana (Rtsi) è stata realizzata una narrazione sonora in cui Munari in persona, con inimitabile verve, illustra tra aneddoti, ricordi e “regole” la sua lunga e invidiabile carriera, illustrando al visitatore i suoi lavori esposti in mostra. La narrazione segue la sequenza delle sezioni dell’esposizione: dagli esordi con il secondo Futurismo (è proprio lui che ci racconta l’incontro in una libreria antiquaria con il primo amico futurista) fino all’invito «a provare anche noi a fare…». Un invito raccolto finora da circa 71.000 visitatori, tra grandi e piccini.

“Bruno Munari”, Museo dell’Ara Pacis, Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli) fino al 22 marzo 2009. Curatori: Beppe Finessi e Marco Meneguzzo. Catalogo: Silvana Editoriale. Orari: da martedì a domenica dalle 9 alle 19. Biglietti: intero 8 euro; ridotto 6 euro; ingresso gratuito sotto i 18 anni e sopra i 65 (la biglietteria chiude un’ora prima). Orari e biglietti laboratori: scuole: da mercoledì a sabato mattina ore 9.30, 12.15, 13.30, 15.30; ingresso gratuito. Audioguide realizzate da Storyville srl, 2 euro. Info: tel. 060608 (tutti i giorni dalle 9 alle 22.30).

10 febbraio 2009

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