Al Quirinale l'”Enoch Arden” di Strauss

La Cappella Paolina ospita, il 30 marzo, il melologo su testo di Alfred Tennyson, con la voce recitante di Elio Pandolfi accompagnata al piano da Marco Scolastra. di Mariaelena Finessi

Da ottobre a giugno, la domenica mattina, in coincidenza con l’apertura del Palazzo del Quirinale al pubblico, musicisti delle più significative esperienze di ricerca del nostro Paese si esibiscono in concerti nella splendida cornice della Cappella Paolina. Il 30 marzo sarà la volta di Richard Strauss e del suo “Enoch Arden”, melologo su testo di Alfred Tennyson, il cui poema, pubblicato nel 1864, fu uno dei più grandi successi letterari dell’epoca, con quasi 70mila copie vendute nell’arco di soli quattro mesi dall’uscita.

Il racconto narra la storia di tre bimbi (Enoch, Philip e Annie) che nei loro giochi su una spiaggia inglese immaginano finti matrimoni nei quali Annie è di volta in volta sposa di Enoch e di Philip. Annie finirà effettivamente per sposare Enoch ma la famiglia, cresciuta con la nascita dei figli, entra in crisi a causa dei capovolgimenti economici di Enoch che decide allora di imbarcarsi, come nostromo, su una nave diretta in Cina, alla ricerca di una migliore fortuna per i propri cari. Nel viaggio di ritorno la nave però affonda. Enoch trova riparo per lunghi anni su un’isola deserta. Il suo ritorno fortuito in patria è sconvolto dalla notizia che Annie ha nel frattempo sposato Philip. Enoch rinuncia allora a rivelarsi e solo in punto di morte prega la signora, presso il cui pensionato egli vive, di dire la verità alla moglie e ai figli, ma solo dopo la sua morte.

Il poema di Tennyson, tradotto in sette lingue, venne considerato dallo Strauss trentaduenne , nella versione tedesca di Adolf Strodtmann, come omaggio all’attore Ernst von Possart, che con lui al piano ne fu anche il primo interprete nel 1897. Il successo del brano favorì la moda del melologo, cioè di una forma di recitazione legata alla musica. Marco Scolastra, fine pianista, accompagnerà la voce recitante di Elio Pandolfi, 88 anni, che dopo aver debuttato nel 1948 al teatro la Fenice di Venezia come mimo-ballerino, negli anni si è dedicato anche al doppiaggio, prestando la voce ad attori come Groucho Marx, ad esempio, o Philippe Noiret, Anthony Perkins e Spencer Tracy. In questa occasione, il duo darà vita ad una dei più compiuti e più ampi dei risultati artistici del genere “melologo”, che Strauss scrisse attraverso una musica evocativa e ricca di simbolismi, la cui carica emotiva rafforza quella dei versi di lord Tennyson, poeta ufficiale della Regina Vittoria.

«I concerti sono figli di una innovazione, anzi di una apertura: quella domenicale del Palazzo del Quirinale che ha reso questo luogo e l’istituzione che rappresenta ancora più vicina al cuore del Paese reale». Marino Sinibaldi, direttore di Radio 3, nelle pagine internet del canale radiofonico spiega così l’originalità dei concerti della Cappella Paolina. «E all’apertura di generi e generazioni è improntato da sempre il programma stesso di queste nostre proposte – scrive ancora Sinibaldi -. Non c’è infatti esperienza musicale per principio estranea a questi appuntamenti che negli anni hanno proposto i suoni del repertorio classico più riconosciuto come quelli della contemporaneità, brani del repertorio medievale o barocco e altri provenienti dal patrimonio etnico».

Tra i prossimi concerti in calendario, “All’impero d’amore”, arie, cantate e sonate dell’era barocca napoletana (6 aprile) con il tenore Pino de Vittorio e i solisti de “I turchini di Antonio Florio”. Domenica 13 aprile, appuntamento con le musiche di Bartòk, Ligeti e Liszt mentre domenica 27 il palcoscenico sarà dedicato a “I concerti ritrovati” con Marco Serino al violino e con l’ensemble Cordia diretti da Stefano Veggetti.

25 marzo 2014

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