Al Teatro dell’Opera il patriottismo verdiano de “La Battaglia di Legnano”
Torna sulla scena lirica romana il melodramma composto nel 1849 da Giuseppe Verdi, che cavalca l’onda patriottica del Risorgimento italiano. Sul podio l’israeliano Pinchas Steinberg di Francesco d’Alfonso
Eseguita un’unica volta nella stagione 1983-84, torna al Teatro dell’Opera di Roma “La battaglia di Legnano” di Giuseppe Verdi, con la quale l’Ente lirico capitolino chiude il proprio “cartellone delle celebrazioni” per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
L’opera verdiana in quattro atti, su libretto di Salvatore Cammarano, andata in scena per la prima volta al Teatro Argentina di Roma nel 1849 – alla vigilia della proclamazione della Repubblica Romana – debutta al Costanzi il 24 maggio (repliche il 26, 28, 29, 31), con la direzione del maestro israeliano Pinchas Steinberg, in un nuovo allestimento firmato da Ruggero Cappuccio, in collaborazione con il Gran Teatre del Liceu di Barcellona (scene e costumi di Carlo Savi, con interventi di Mimmo Paladino e Matthew Spender).
Nel cast i cantanti Dmitriy Beloselskiy (Federico Barbarossa), Luca Salsi/Giuseppe Altomare (Rolando), Tatiana Serjan/Serena Farnocchia (Lida), Yonghoon Lee/Riccardo Massi (Arrigo), Gianfranco Montresor (Marcovaldo).
Nel 1849 il giovane Verdi compose “La battaglia di Legnano” in brevissimo tempo e, grazie alle forti tinte patriottiche della trama, ottenne un grandissimo successo: l’opera può essere in effetti considerata come l’unica creata dal Maestro di Busseto con evidente intento di propaganda risorgimentale.
La storia, che intreccia musicalmente il classico triangolo amoroso del melodramma con l’epopea storica di Federico Barbarossa in lotta coi Comuni dell’Italia settentrionale, è ambientata a Milano e a Como, nel 1176. Milano è minacciata dalle truppe di Federico Barbarossa. Tra i difensori della città si trova Rolando, che ritrova il veronese Arrigo, ritenuto morto in battaglia. Arrigo rivede anche Lidia, in passato sua promessa sposa, che per volere del padre ha sposato Rolando. Arrigo, arrendendosi al destino, entra a far parte dei Cavalieri della Morte, con grande dolore di Lidia, che gli invia una lettera per dissuaderlo. Mentre si accinge a partire per la battaglia, Rolando è avvicinato da Marcovaldo, un prigioniero tedesco, invaghito di Lidia. Costui consegna a Rolando una lettera di Lidia. Lo sdegno di Rolando sfocia in vendetta: scoprendo Lidia e Arrigo a colloquio, l`uomo rinchiude Arrigo nella torre, così non sarà presente all`appello dei Cavalieri della Morte e sarà disonorato. Arrigo, disperato, si lancia dalla finestra tuffandosi nel fiume. Mentre Lidia e le donne milanesi pregano per i combattenti, giunge la sconfitta del Barbarossa. Ritornano i lombardi vittoriosi, tra i quali vi è anche Arrigo in fin di vita. Il giovane scagiona Lidia e, stringendo al cuore lo stendardo del Carroccio, muore.
20 maggio 2011