Al via la nuova “Rivista di diritto minorile”
Una pubblicazione formativa e informativa per contribuire a creare una nuova cultura del diritto dei bambini e dei ragazzi di La. Bad.
Dalla presenza dell’avvocato nelle case famiglia al permesso di soggiorno per i minori stranieri non accompagnati che diventano maggiorenni; dall’interpretazione dell’affidamento condiviso alla criminalità giovanile; dalla protezione sanitaria dei piccoli lavoratori brasiliani al mercato oscuro dei baby-calciatori africani, i cosiddetti “schiavi del pallone”. Offre un ampio ventaglio di temi e questioni sull’universo dei minorenni una nuova pubblicazione trimestrale. La “Rivista di diritto minorile” – presentata ieri presso Casa Betania, comunità che accoglie da anni diverse situazioni di infanzia in difficoltà – si propone come uno strumento formativo e informativo su argomenti e indicazioni tecniche utili a chi è impegnato nella tutela dei diritti di bambini e adolescenti. Si tratta, in assoluto, del primo esperimento editoriale rivolto, allo stesso tempo, a operatori del diritto e del sociale impegnati nell’ambito minorile: magistrati, avvocati, docenti, assistenti sociali, educatori, comunità d’accoglienza, volontari, psicologi, pedagogisti, neuropsichiatri, criminologi, sociologi, counsellor, giornalisti.
Il primo numero del trimestrale di scienze giuridiche e sociali (360 pagine) costituisce «un’operazione culturale importante, nata dal bisogno di sottolineare l’autonomia, la specificità e la particolarità del diritto minorile, che in Italia gode di scarsissima attenzione», ha rilevato Maria Giovanna Ruo, presidente della Camera minorile in Cammino di Roma, precisando: «Nella nostra Costituzione non esiste alcun riferimento al diritto minorile, mentre nella Costituzione europea questa espressione compare ben 7 volte: segno della consapevolezza che i diritti della persone devono essere tutelati fin dai primi anni di vita, a partire dal diritto al gioco, alla famiglia e all’educazione». Secondo l’avvocato Ruo, quindi, «serve una trasformazione culturale che dia autonomia a questa disciplina: un dovere morale ma anche un investimento sociale ed economico. Infatti sono molto alti i costi che derivano dalla mancata tutela dei diritti delle persone in età evolutiva: basti pensare ai fenomeni di devianza, quasi sempre correlati alla violazione di questi bisogni».
Quindi l’obiettivo della pubblicazione è quello di «elevare il diritto minorile a scienza giuridica autonoma e autorevole». Ma con un approccio di servizio, evidenziato da Sabrina Nacca, presidente della cooperativa “L’Accoglienza” che gestisce Casa Betania: «La rivista guarda al mondo dei diritti dei bambini con i loro stessi occhi. Come operatori impegnati nella tutela dei più piccoli, condividiamo il proposito di creare una nuova cultura del diritto minorile». Dal punto di vista dei contenuti, la prima parte raccoglie riflessioni generali sui temi fondamentali del diritto minorile, mentre la seconda (più tecnica) si rivolge in modo particolare a chi opera per la tutela di questi diritti. «L’obiettivo è creare uniformità in questa materia: attualmente, ogni tribunale dei minorenni ha le proprie prassi e in qualche caso anche la propria modulistica – ha riferito l’avvocato Massimiliano Luigi Arena, direttore scientifico della rivista e giudice onorario presso il Tribunale per i Minorenni di Bari -. Vogliamo creare una base di confronto, di scontro critico se necessario, ma soprattutto di condivisione».
Per approfondimenti, ordini e consultazione dell’indice del primo numero della rivista – distribuita in spedizione per abbonamento postale -, si può consultare il sito internet. Una parte del prezzo di copertina servirà a finanziare 3 progetti di cooperazione in Bolivia: sulle rive del lago Titicaca, tramite le missioni dell’Operazione Mato Grosso, arriveranno volontari, acqua potabile e 3 medici clown. Ogni anno la “Rivista di diritto minorile” finanzierà un progetto a favore dell’infanzia e dell’adolescenza a disagio.
21 aprile 2006