Alemanno commemora Walter Rossi

Presentato il restauro del monumento, nella zona della Camilluccia, dedicato al giovane militante di Lotta Continua ucciso il 30 settembre del 1977 da estremisti di destra di Matteo Raimondi

Anni di piombo quelli a cavallo del decennio Settanta-Ottanta. Anni in cui lo scontro ideologico tra militanti di estrema destra e di estrema sinistra ha toccato l’apice (o il fondo) della sua violenza. Anni di lacrime e sangue che devono rivivere, più che mai oggi che i focolai dello scontro ideologico sembrano pronti a divampare con la stessa vecchia intensità, nella memoria collettiva. Perché certi tristi capitoli della storia della nostra Repubblica non debbano più riaprirsi. C’era tutto questo nella presenza del sindaco Gianni Alemanno e dell’amministrazione provinciale e regionale alla celebrazione, svolta ieri (30 settembre), in memoria di Walter Rossi, giovane militante di Lotta Continua ucciso durante un attentato il 30 settembre 1977, mentre distribuiva volantini a via delle Medaglie d’Oro nel quartiere della Balduina, storica “roccaforte” missina.

Il primo cittadino ha raggiunto la piazza in zona Camilluccia intitolata alla memoria di Walter, per partecipare alla commemorazione e presentare il restauro del monumento che si erge al centro del piazzale, in passato oggetto di numerosi atti vandalici e furti. Il sindaco ha seguito il corteo fino a via delle Medaglie d’Oro, dove ha voluto deporre una corona d’alloro ai piedi della targa dedicata al ricordo del tragico attentato che spense la vita del ventenne di Lotta Continua. «Hanno spento la tua giovane vita, hanno fermato il tuo forte corpo, ma non potranno mai distruggere i tuoi ideali che rimarranno sempre vivi nel tempo», recita l’epigrafe.

Il sindaco, che nei giorni scorsi aveva ricevuto il padre del giovane, Franco Rossi, ha avuto parole di cordoglio per la famiglia e di ringraziamento per il suo predecessore Veltroni. «Questa giornata è importantissima per me. È la prima volta che posso onorare fino in fondo la memoria di un ragazzo di sinistra ucciso in questa città. In altre occasioni non era stato possibile – ha precisato Alemanno – come nel caso di Verbano, quando abbiamo evitato di partecipare per non creare tensioni. Quello di oggi è il completamento di quello che ha fatto Veltroni con Paolo di Nella, anche quello un tabù, quando insieme a me inaugurò la lapide a Villa Chigi: fu il primo segnale di rottura con l’intolleranza e il pregiudizio ideologico».

«Io sono nato un anno dopo Walter Rossi – ha proseguito il sindaco – e quindi faccio parte di quella generazione che ha vissuto negli anni di piombo generati da criminali che hanno coltivato violenza e odio senza porre limiti alla loro follia». Secondo Alemanno bisogna «superare la schematizzazione ideologica che ha creato quell’humus di violenza. Pur senza cancellare le differenze ma riconducendole in un recinto di valori condivisi».

L’assessore regionale al lavoro Alessandra Tebaldi ha sottolineato il valore della memoria «per evitare che quei frutti avvelenati possano maturare ancora»; mentre il presidente della Provincia Nicola Zingaretti ha affermato che «non c’è confronto politico quando c’è violenza. Oggi c’è ancora il rischio di una degenerazione del confronto ma penso che siamo lontani dal livello di tensione politica che caratterizzò quegli anni. Viviamo – ha proseguito – in una dialettica che, pur nella sua durezza, non ripropone gli schemi di quegli anni. Forse perché non abbiamo più abbassato la guardia».

1 ottobre 2009

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