Allen malinconico, ecco “Vicky Cristina Barcelona”
Due turiste americane nella città catalana, l’incontro con uno stravagante pittore, l’arrivo della ex moglie di lui. In una grande girandola sentimentale di Massimo Giraldi
“Vicky Cristina Barcelona”, ora in sala, è il nuovo film di Woody Allen, solo regista. Ancora una volta in Europa. Dopo Londra, eccolo in Spagna. Nel titolo c’è già tutto, o quasi.
Vicky e Cristina, due amiche, dagli Stati Uniti arrivano per trascorrere l’estate a Barcellona. Al ritorno Vicky è attesa dal matrimonio, mentre Cristina è subito disponibile ad accogliere la richiesta di Juan Antonio, pittore stravagante che una sera le avvicina per invitarle a una gita a Oviedo e passare insieme il giorno e la notte. Da qui prende il via un girotondo sentimentale, che si complica ulteriormente quando riappare Maria Elena, ex moglie di Juan Antonio ancora innamorata di lui. Il rimbalzo di attrazione tra i tre va avanti senza sosta, affidato a dialoghi ora affilati ora insistiti e quasi protetto dalle ovattate atmosfere della città catalana, come in uno spot turistico.
Sui quattro protagonisti Allen riversa tutto il proprio, umbratile atteggiamento verso il mondo e la vita. All’insegna, da tempo, di un certo malinconico pessimismo, che lo induce a dirigere storie venate da cinismo e rassegnazione per l’impossibilità di capire il mistero dell’uomo e della donna. Affidarsi alle (ipotetiche) libere combinazioni dell’amore e poi magari ritrarsi è segno di debolezza interiore. Che auguriamo ad Allen di riscattare al più presto.
20 ottobre 2008