Ara Pacis, ritorno alla Genesi di Salgado

Rassegna, del fotografo brasiliano, delle regioni più remote del pianeta. Paesaggi che sorprendono per la loro bellezza e che meritano di essere salvaguardati di Francesca Romana Cicero

Aria, acqua, terra e fuoco sono gli elementi primordiali che segnano il lungo viaggio in bianco e nero, in scala di grigi, di “Genesi”, rassegna del fotografo brasiliano Salgado nelle regioni più remote del nostro pianeta. Aree dove la natura, come per incanto, lontana dalla frenesia sconsiderata della modernità e tecnologia, regna incontrastata nella sua immacolatezza. “In principio Dio creò il cielo e la terra” (dal libro della Genesi).

Percorrendo le cinque sezioni in cui è divisa la rassegna nelle sale dell’Ara Pacis – il Pianeta Sud, I Santuari della Natura, l’Africa, il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl, aree di realizzazione degli scatti- è impossibile di fronte a tanta sorprendente bellezza della natura non condividere l’obiettivo di Salgado, e cioè il recupero collettivo della virtù sociale per eccellenza: il subordinare l’interesse individuale a quello dell’umanità e della natura. Dopo anni di cieca fiducia nella scienza e nella produttività da raggiungere a qualunque costo, urge fondare una nuova cultura di valori scientifici, metafisici, ma soprattutto etici. Una sorta di umanesimo scientifico per salvaguardare non solo la vita del pianeta, ma anche la possibile estinzione stessa dell’homo sapiens, ad opera sua. Homo sapiens dimentico ormai delle leggi di natura e della sua stessa coscienza di specie: non siamo nati solo per noi, era la consapevolezza degli antichi. Diceva Lucrezio nel De rerum natura: “Gli esseri non cesseranno mai di nascere gli uni dagli altri, e la vita non è proprietà di nessuno, ma ad uso di tutti”.

E allora ecco che si profila un ritorno alla Genesi, alle origini. Un ritorno empatico quello di Salgado, vissuto non da scienziato o antropologo, ma da fotografo giornalista che documenta prima di tutto ciò che lo colpisce nell’intimo. Le sue foto di grande formato, scattate a bordo di piccoli velivoli, mongolfiere, in barca o a piedi, affascineranno e sorprenderanno anche l’osservatore più scettico, convinto di visitare la solita mostra ‘ecologicamente corretta’, mediante la poesia di quelle autentiche meraviglie della natura, sopravvissute grazie all’isolamento. Oltre 200 fotografie, scattate ai poli, nelle foreste pluviali, nella sabbiosità sconfinata e rovente del deserto, in isole solitarie e fra tribù autoctone, ci raccontano la magnificenza e varietà del creato. Varietà che si riflette nelle diverse emozioni comunicate. Scatti che alludono all’immensità dell’infinito con iceberg della penisola antartica, che sembrano aprire fieramente porte di là da esso, o immagini che comunicano una sensazione d’armonia mediante colonie di pinguini che, con un ordine regolare, si allungano su un manto nevoso o, curiosamente, si preparano ad un salto nelle acque gelide. E come non intenerirsi davanti a leoni marini che riposano sulle rocce, che sembrano accoglierli come un ventre materno, o davanti ad un albatros dal sopracciglio nero che quasi sovrasta la compagna per proteggerla. E ancora, come non cogliere la potenza dei vulcani delle Canyon Lands o il curioso soffio a ‘v’ con il quale emerge dalle acque la balena franco australe; la perfezione di una zampa d’iguana o di un guscio di tartaruga gigante delle Galapagos. Ed infine come non osservare la delicatezza di grandi borse dalle fibre di orchidea, che scendono dal capo delle donne Yali lungo le spalle; la bellezza delle donne africane dai sopraccigli esaltati con colori di terra.

Un ricongiungimento con questo mondo primordiale, vergine, auspicato e ancora possibile per Salgado grazie al fatto che il 40-45 per cento di esso è, ancora oggi, come al tempo della Genesi.

Genesi. Fotografie di Sebastião Salgado c/o Museo dell’Ara Pacis, Lungotevere in Augusta. Fino al 15/09/2013. Curatore: L. W. Salgado. Catalogo: Taschen; guida Contrasto. Orari: da martedì a domenica ore 9.00 – 19.00; ultimo ingresso alle 18.00; tutti i giovedì fino alle 22 (ultimo ingresso ore 21); chiuso il lunedì. Biglietto: Solo mostra € 10 intero, € 8 ridotto, € 4 speciale scuola, € 22 speciale famiglie; Integrato museo/mostra: € 16 intero, € 12 ridotto. Informazioni: 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00).

25 giugno 2013

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