Ardeatino, ragazzi valorizzati nello stile del servizio
Nella chiesa di Santi Martiri dell’Uganda, molti giovani continuano a frequentano anche dopo la Cresima. Don Luigi d’Errico: «Cogliamo le attitudini di ciascuno per farlo sentire accolto» di Michela Altoviti
Pensare a tutti e a ciascuno: questo il segreto dell’alta partecipazione alla vita della parrocchia da parte degli adolescenti dopo il sacramento della Confermazione ai Santi Martiri d’Uganda, nel quartiere Ardeatino. «Sono proposte mirate quelle che facciamo – spiega il parroco, don Luigi D’Errico -: cerchiamo di cogliere le attitudini di ciascun ragazzo per valorizzarlo e farlo sentire davvero accolto». E così c’è chi affianca i catechisti più grandi, chi anima la liturgia suonando uno strumento musicale, chi entra a far parte del coro; e ancora, ci sono i giovani animatori dell’oratorio della domenica dopo la Messa delle 10.30, quelli che gestiscono il doposcuola il sabato mattina con i più piccoli e quelli che si dedicano alla carità portando un pasto caldo ai poveri e ai senzatetto presso la stazione Ostiense ogni domenica sera. In quest’ultimo caso «si vive un momento delicato – sottolinea don Luigi -, quindi è bene che vengano coinvolti i ragazzi più pronti, specie emotivamente», ma ogni attività proposta ai singoli e ogni responsabilità che viene loro affidata ha un peso e di questo vengono resi consapevoli.
«Talvolta si obietta che gli adolescenti siano troppo giovani – argomenta il parroco – per farsi guida dei più piccoli, ad esempio nella catechesi, ma oggi crescono in fretta e vivono in anticipo tante esperienze, perché non farli sentire grandi e utili anche in parrocchia?». Don Luigi riporta a questo proposito anche le parole di una mamma che vede il figlio studiare con maggiore assiduità e impegno per «conquistarsi» il tempo libero da poter dedicare all’animazione. Per questi adolescenti impegnati in attività di formazione, ma anche per tutti i giovani della comunità, è pensato l’incontro settimanale del giovedì sera: «Alle 19 – spiega don Luigi – sono attesi i ragazzi che frequentano la scuola superiore, mentre dalle 20.30 la partecipazione è aperta a tutta la comunità». Un’occasione di preghiera e riflessione ma anche di dialogo e di dibattito sui temi più disparati, «quelli vicini alle esperienze di vita dei nostri ragazzi», afferma Francesca, studentessa universitaria e animatrice del gruppo «post-cresima» da tre anni insieme a Simone e Francesca, sotto la guida di don Luigi e di don Davide Less, il viceparroco. «Sono oltre 50 gli adolescenti che gravitano intorno alla vita della parrocchia – continua – e almeno 30 quelli che fanno animazione costantemente e con assiduità». Se si chiede agli stessi adolescenti la ragione di questo loro forte attaccamento, si ottiene una risposta semplice ma emblematica: «Ci sentiamo davvero accolti, non giudicati». Viene da sintetizzarlo in «voluti bene», ed è quanto sottolinea il parroco: «Il ricordo di qualcuno che ti ha amato è fondamentale e rimane nel tempo – afferma -. Getta le basi e non va perduto anche qualora, un domani, si facessero scelte diverse o ci si allontanasse».
Don Luigi ritiene anche che chi non frequenta la parrocchia o se ne stacca subito dopo la Cresima lo faccia non per mancanza di fede ma per non avere avuto modo di trovare o aver saputo cogliere le giuste occasioni di incontro e di accoglienza. E non pensa che le attività di concorrenza «come la discoteca infrasettimanale pomeridiana» siano dei nemici. Anzi, racconta la storia di alcuni adolescenti che hanno portato al catechismo, fino a fargli ricevere il sacramento della Confermazione, proprio il dj del locale. Può e deve esserci quindi «continuità tra gli ambienti di vita dei ragazzi – prosegue -. Anche la scuola è luogo per avvicinare i loro coetanei e invitarli a vivere la parrocchia: questo è fare comunità, è preghiera». Chiesa che si apre oltre i confini del sagrato, quindi, e affetto e accoglienza che lasciano un segno oggi e per sempre.
19 dicembre 2011