Santa Silvia, genitori e figli insieme al catechismo

Da vent’anni il percorso settimanale che la comunità del Portuense propone alle mamme e ai papà per coinvolgerli durante il cammino di formazione dei propri bambini di Marta Rovagna

Nella parrocchia di Santa Silvia al catechismo per la preparazione alla Comunione va tutta la famiglia. Che la catechesi sia rivolta a tutto il nucleo familiare non è un modo di dire: la parrocchia del Portuense mette a disposizione, infatti, ogni settimana due catechiste che lavorano con i genitori che lo desiderano durante le stesse ore in cui i figli seguono il catechismo in un’aula attigua. «Sono almeno 20 anni che esiste questo tipo di catechesi – ci racconta don Paolo Ricciardi, da otto anni parroco di Santa Silvia -. Da quando sono arrivato seguo personalmente degli incontri mensili per i genitori del catechismo per raggiungere anche coloro che in settimana hanno difficoltà a frequentare il gruppo di approfondimento per adulti con le catechiste. Gli appuntamenti sono centrati inizialmente sulla motivazione che ha spinto le famiglie a iscrivere i bambini al catechismo per la Comunione – continua il parroco -. Poi nel corso dell’anno si sottolineano i momenti liturgici forti, come Natale e Pasqua, dando ai genitori gli strumenti per accompagnare i bambini a vivere questi tempi in modo cristiano».

Il percorso settimanale, sempre proposto e mai imposto, dura due anni, l’intero periodo di catechesi per i bambini, e prevede un primo tempo in cui si trattano tematiche generali di fede, mentre durante il secondo anno si approfondisce il tema della Riconciliazione e dell’Eucaristia, interrogandosi sul modo migliore per accompagnare i propri figli a ricevere la Prima Comunione. «Aderisce in modo costante a questo gruppo – spiega Ivana Nicolai, catechista impegnata dall’origine nel progetto – circa il 15% dei genitori. Accanto alla formazione e alla riscoperta della propria fede il gruppo diventa un’occasione di scambio, di dialogo e di condivisione di problemi comuni con i propri figli: dal dialogo al modo giusto di affrontare e spiegare la vita. I genitori che partecipano sono sempre molto felici di avere questo momento della settimana, sia come stacco dalla routine di ogni giorno, sia perché riescono a condividere situazioni che spesso si trovano a vivere da soli».

L’attenzione verso le famiglie dei bambini delle Comunioni non finisce qui: don Paolo, insieme agli incontri mensili con i genitori, va di persona, ogni anno, a conoscere, casa per casa, le famiglie dei bimbi. «Nel corso del primo anno, da novembre a maggio, dedico due o tre sere alla settimana per conoscere le persone che vivono con i bambini del catechismo – spiega il parroco -. Gli iscritti sono più di cento, quindi impiego qualche mese, è un’esperienza molto intensa. I bambini ci aprono le loro camerette, c’è un momento di dialogo e di scambio con tutti e quasi sempre sono accolto con affetto e stupore. Dopo un momento di condivisione preghiamo insieme e poi passiamo alla casa successiva».

Da qualche anno poi don Paolo ha ideato un modo per coinvolgere anche i papà nella formazione dei figli: «Mi sono accorto che spesso, sia per il tempo che per la sensibilità diversa, erano le mamme le più coinvolte nell’accompagnare e seguire i bambini – racconta il sacerdote -. Abbiamo quindi pensato ad una serata per soli papà e figli: si mangia una pizza insieme e poi, dopo cena, io incontro brevemente i padri. Mentre i ragazzi con due catechiste preparano un regalino da dare ai papà alla fine della serata». Le classi di catechismo, dieci gruppi tra primo e secondo anno, sono organizzate in modo che ci sia un continuo interscambio: «Ci siamo impegnati per anni – racconta Antonietta Di Legami, catechista coordinatrice del gruppo di formatori e presente nella parrocchia dalle origini – nel separare i bambini delle stesse classi. Questo per creare un nuovo gruppo, quello del catechismo. Accettiamo che ogni bimbo scelga al massimo un paio di amici e poi tutti vengono “mescolati”». I frutti di questa pastorale sono evidenti a tutti, parroco e catechisti: «Diversi genitori da catechizzati sono diventati catechisti – spiegano don Paolo e le due formatrici – desiderando dare testimonianza della bellezza di una fede ritrovata. Alcuni hanno ripreso seriamente in mano la propria spiritualità, interrogandosi sul loro vivere di coppia e riavvicinandosi o chiedendo sacramenti che non avevano ancora ricevuto».

12 dicembre 2011

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