Santa Maria in Domnica: il sabato “proposta Cresima”
Preghiera, catechesi e gioco. La parrocchia luogo di incontro e di crescita con il Vangelo nel cuore. Il parroco, don Sergio Ghio: «La dottrina è contestualizzata nell’esperienza del “fare Chiesa”» di Marta Rovagna
Il percorso della preparazione alla Cresima deve puntare ad aprire gli occhi dei ragazzi sul fatto che la Chiesa è una «compagnia affidabile». Ne è convinto il parroco di Santa Maria in Domnica alla Navicella (quartiere Celio), don Sergio Ghio, della Fraternità Sacerdotale dei Missionari di San Carlo Borromeo. Gli strumenti per fare esperienza di una Chiesa gioiosa e accogliente sono molti e rodati da diversi anni di pratica: il catechismo è una proposta offerta il sabato pomeriggio a tutti i ragazzi delle medie. Dalle 16 alle 19, orario in cui partecipano alla celebrazione eucaristica tutti insieme, i preadolescenti condividono catechesi e gioco senza divisioni in classi e in anni. «Ci siamo accorti che proporre le catechesi durante la settimana – spiega don Sergio – era controproducente a causa dei mille impegni settimanali dei ragazzi, dei genitori e degli stessi catechisti.
Lo spazio del sabato invece – pensato come un intero pomeriggio dedicato ai giovani – è diventato un appuntamento caro a tutti». Ospiti e protagonisti della «proposta Cresima» sono circa 50 ragazzi delle scuole medie, seguiti da tre seminaristi, una mamma e un papà catechisti, sei o sette liceali e due o tre universitari. «Il gruppo degli educatori si incontra mezz’ora prima dell’inizio dell’attività per ricapitolare il lavoro da svolgere e vivere un momento di preghiera insieme – sottolinea ancora il parroco -, alla fine l’équipe si riunisce ancora per condividere impressioni e commenti sull’andamento della giornata». Giornata che si apre con la catechesi per tutti, dalla prima alla terza media. Dopo la preghiera e la riflessione sulla vita dei santi e su alcuni personaggi della Bibbia inizia il gioco, «sempre finalizzato al tema della catechesi – afferma Simona, catechista e mamma di sei figli, che da diversi anni segue il cammino di formazione, prima nella Comunione e ora nella Cresima -. Uno spazio dove i ragazzi si confrontano e nel divertimento apprendono lo stare insieme». Infine, prima della Messa delle 19, celebrata con i piccoli del catechismo delle Comunioni e con i grandi del liceo, c’è un tempo di condivisione in piccoli gruppi. «Per i ragazzi di terza media c’è un momento di catechesi specifico – racconta il parroco – di vera e propria dottrina in vista del sacramento della Cresima. In mezz’ora, ricavata prima del pomeriggio di condivisione, i ragazzi conoscono il significato del sacramento, come è strutturato, cosa accade e cosa significa, anche se la dottrina è sempre contestualizzata nell’esperienza del “fare Chiesa” insieme con gli altri». Per loro sono previsti anche dei momenti forti durante l’anno: in Avvento, in Quaresima e a ridosso della celebrazione del sacramento.
Sono ritiri in cui si fa esperienza di vita insieme, di preghiera ma anche di lavoro, per e con gli altri, e di studio. «L’ultima uscita a Montefiascone è stata nel solco delle esperienze precedenti – racconta Simona -; i ragazzi hanno convissuto occupandosi concretamente delle cose quotidiane: fare la spesa, cucinare e apparecchiare. Poi hanno pregato e studiato insieme». Strutturare così il ritiro «permette loro – spiega don Sergio – di crescere anche come persone e di capire che all’interno della comunità ci sono delle responsabilità da saper assumere per far sì che ci sia una buona convivenza tra tutti». La risposta a questo tipo di proposta è forte: molti ragazzi vengono dalle parrocchie vicine e il «passa parola» consente nel corso al gruppo di crescere. «È un sabato pomeriggio diverso – contestualizza la catechista -. Le mie figlie più grandi ci andavano perché lo preferivano al passeggiare per il quartiere, trovavano che era un luogo dove stare con gli altri senza maschere e divertendosi in modo costruttivo». «Questa esperienza sarebbe impossibile senza gli animatori, gli educatori e i catechisti che dedicano tanto tempo ai ragazzi – sottolinea con forza don Sergio – e che lavorano insieme, confrontandosi tra loro e con me per delineare un cammino quanto più possibile vicino alle reali esigenze dei ragazzi».
Per questo sono previsti anche incontri con i genitori, «con i quali – spiega il parroco – dialoghiamo per capire cosa cercano e vogliono i loro figli e per non farli sentire soli: la responsabilità dell’educazione e della crescita dei ragazzi è condivisa». E spesso, conclude Simona, «il fardello è meno pesante per tante coppie che vivono in solitudine l’esperienza, a volte traumatica, della crescita dei propri figli».
19 dicembre 2011