“Attico con vista … vendesi”, sceneggiata con finale debole

Toni e situazioni della commedia musicale romanesca, esaltata da canzoni note interpretate da cantanti-attori. Ma la storia non convince di Toni Colotta

“Sceneggiata” è vecchia forma teatrale, intarsiata di canzoni, che a Napoli furoreggia ancora fra il pubblico di rioni popolari. Di una “sceneggiata romana” sono autori Carlo Alighiero, Cinzia Berni e Guido Polito: titolo “Attico con vista…vendesi”, si rappresenta al Manzoni con molte repliche.

Quel quartierino è il perno di una vicenda che fin dall’apertura rende omaggio a Roma, pittorescamente raccolta sullo sfondo della bella scena di Giuseppe Grasso e vissuta nei sentimenti in gioco, con una bonomia intrisa appena di nostalgia per una Città Eterna «del tempo che nun c’è più». Toni e situazioni sono quelli allegri della commedia musicale romanesca, esaltata da canzoni note o notissime incorniciate da Enzo De Rosa, che scatenano l’applauso all’indirizzo soprattutto degli amati cantanti-attori Fabrizio Frizzi, Carlo Alighiero, Rita Forte. L’Attico con vista è ereditato senza entusiasmo da un giramondo, poi gradito dallo stesso per avervi incontrato una graziosa fiamma di gioventù, e l’amicizia di un professore dirimpettaio. Una clausola testamentaria impone all’erede di sposarsi. E lo farà, con il professore secondo la legge spagnola. Finale debole che lascia molto perplessi. E Zapatero ringrazia.

1 marzo 2009

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