Bankitalia: nel Lazio sale la disoccupazione
Il report della Banca d’Italia traccia un quadro a tinte fosche dell’economia regionale. La crisi continua nelle costruzioni e nei servizi, tiene il turismo. Occupazione giovanile giù dell’8% di Pietro Mariani
Nel Lazio cala l’occupazione e scendono anche prestiti alle imprese e alle famiglie. La crisi continua a mordere, e a pagarne le conseguenze sono soprattutto i giovani tra i 25 e i 34 anni che non riescono a trovare un impiego. È la fotografia impietosa dell’economia nel Lazio secondo il consueto report della Banca d’Italia sull’economia regionale.
Nel primo semestre del 2013 l’occupazione è scesa del 2,3%, quella giovanile (15-34 anni) dell’8%. In calo anche l’impiego tra gli autonomi, mentre dopo un decennio si è arrestata dopo un decennio l’espansione dell’occupazione femminile. Nei primi nove mesi del 2013 sono state autorizzate 54 milioni di ore di Cassa integrazione. Analizzando il dato sui disoccupati, al 12,4% nel primo semestre (oltre 2 punti percentuali in più rispetto a un anno prima), cresce prevalentemente la componente di chi ha perso il lavoro, ma anche quella di chi è in cerca del primo impiego.
Soltanto le esportazioni e il turismo – secondo l’aggiornamento congiunturale dell’economia del Lazio presentato ieri, martedì 19 novembre, nella sede di via XX Settembre – sostengono la domanda. Si è ridotta l’attività nel settore delle costruzioni; diminuite, anche se in misura minore, le compravendite di abitazioni. Il settore dei servizi ha fortemente risentito del calo nei consumi delle famiglie, soprattutto nel commercio e nei trasporti. Risentono della crisi il settore delle ceramiche, legato alle costruzioni, e i poli nell’alimentare di Roma e di Latina.
Insomma, l’economia del Lazio resta debole e, malgrado la tendenza si sia attenuata nella prima metà del 2013, le indagini condotte in settembre-ottobre da Bankitalia portano a indicare prospettive incerte riguardo alla futura ripresa. La boccata d’ossigeno arriva dal turismo, specialmente grazie agli stranieri: tra l’altro, le crociere in partenza dal porto di Civitavecchia hanno registrato un aumento dell’11% rispetto allo scorso anno.
Note dolenti sul fronte del credito, dove la stretta delle banche – soprattutto a causa dell’aumento del rischio di credito connesso col prolungarsi della recessione – si fa sentire su imprese e famiglie. Secondo un sondaggio condotto su 400 banche e su 4000 imprese, «la domanda di credito – si legge nel report di Bankitalia – è ancora molto debole, contenuta quella per investimenti, mentre l’offerta da parte delle banche resta restrittiva (aumentano le garanzie richieste)».
Le imprese segnalano un incremento dei tassi di interesse sui prestiti già concessi e dei costi accessori. Sarebbero inoltre aumentati la complessità delle informazioni richieste per ottenere nuovi finanziamenti e i relativi tempi di concessione. Tenendo conto non solo dei prestiti bancari, ma anche di quelli delle società finanziarie, a giugno 2013 il credito al settore produttivo è diminuito del 9,8 per cento rispetto ai dodici mesi precedenti. Ristagna il credito alle famiglie, su cui incide anche l’ulteriore calo dei mutui.
20 novembre 2013