«Bellezza del creato e visione di Dio»

A Santa Maria dei Miracoli a piazza del Popolo verrà inaugurata il primo febbraio la mostra ideata da padre Tiziano Pegoraro: «Arrivare alla meraviglia del Creatore partendo dalla bellezza del reale visibile» di Elisa Storace

«Interroga la bellezza della terra, del mare, dell’aria rarefatta, interroga la bellezza del cielo e l’ordine delle stelle. Questa bellezza mutevole chi l’ha creata se non la bellezza immutabile?». Già Sant’Agostino nelle Confessioni così rifletteva sulla bellezza del Creato, sebbene il pensiero corra per primo a San Francesco e al suo Cantico quando si parla dell’argomento. Argomento antico e fecondo comunque, cui padre Tiziano Pegoraro, della cappellania della facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Roma Tre, si è richiamato per ideare la mostra di pittura «Bellezza del creato e visione di Dio», dall’1 al 16 febbraio nella chiesa di Santa Maria dei Miracoli a piazza del Popolo.

«L’intendimento – spiega padre Pegoraro – era quello di dare una testimonianza che potesse attrarre gli studenti, specialmente quelli di ingegneria, sempre concreti e attenti alla “sostanza” delle cose. Così è nata l’idea di una mostra sul Creato: per arrivare alla meraviglia del Creatore partendo dalla bellezza del reale visibile, trasfigurato dall’arte in qualcosa che va oltre ciò che può essere toccato». La mostra, realizzata grazie alla collaborazione dell’Ucai di Ladispoli (Unione Cattolica Artisti Italiani), offre al pubblico oltre 60 opere, molto varie per generi e tecniche, legate dai curatori in un itinerario che si dipana fra arte, spiritualità e natura.

Un’«esposizione collettiva di arte sacra contemporanea» la definiscono gli organizzatori, seppure non tutte le opere al primo sguardo appaiano tali. «Io non dipingo soggetti religiose – sottolinea il maestro Sigfrido Oliva, cinquant’anni di vedute di Roma nel proprio portfolio – ma credo che il mio lavoro sia comunque strettamente legato al sacro: nelle cupole delle chiese di Roma per esempio, soggetto che spesso ricorre nei miei quadri, ho sempre cercato di trasmettere un’ansia di cielo, andando oltre le forme; anche la “nebbiolina” – aggiunge – che caratterizza gli scorci della città che porto sulla tela, è un tentativo di mostrare come questa città sia qualcosa di più di quello che si vede, più dei palazzi e delle piazze, come si disfi nell’aria, fondendosi spiritualmente con il cielo».

I promotori dell’iniziativa tengono a sottolineare anche un altro aspetto, collegato a quello spirituale, ovvero l’importanza di impegnarsi per preservare la bellezza del Creato e promuoverne la salvaguardia: «Con questa mostra – specifica padre Tiziano – vorremmo proporre ai ragazzi anche questa prospettiva, richiamandoci all’esortazione d’inizio pontificato di Papa Francesco, con la quale ha chiesto a tutti di custodire Cristo nella propria vita, “per custodire gli altri e per custodire il Creato”. Proprio per questo – chiarisce – oltre all’assessorato alla Cultura e al Diritto allo studio di Ladispoli e a ProvinciAttiva, abbiamo coinvolto anche l’ong Green Cross Italia, impegnata nello sviluppo sostenibile».

30 gennaio 2014

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