Campidoglio, approvato il registro dei testamenti biologici

L’assemblea dice sì alla delibera che ha come prima firmataria Mina Welby. Marino: «Ognuno abbia libertà di scelta». Il consigliere De Palo: «Cittadini chiedono soluzione problemi concreti» di R. S.

L’assemblea capitolina ha approvato ieri, mercoledì 25 giugno, la delibera di iniziativa popolare a firma della radicale Mina Welby (moglie di Piergiorgio) che istituisce il registro comunale delle “dichiarazioni anticipate di trattamento”. Si tratta del cosiddetto “testamento biologico” con il quale ogni cittadino potrà dichiarare le proprie volontà relative al “fine vita”. L’assemblea ha approvato la delibera con 25 voti favorevoli, 4 contrari e 4 astenuti. Il registro sarà tenuto all’Ufficio comunale di Stato civile e l’iscrizione consentirà di archiviare le proprie volontà che potranno essere cambiate in ogni momento.

L’iscrizione al registro potrà essere richiesta dai residenti di Roma Capitale. Per registrarsi bisognerà depositare un’istanza alla quale andrà allegata una dichiarazione con firma autenticata a norma di legge che raccolga le dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti di natura medica, nella quale ogni cittadino potrà esprimere la propria volontà di essere o meno sottoposto a trattamenti sanitari in caso di malattia o lesione cerebrale irreversibile o invalidante, o in caso di malattia che costringa a trattamenti permanenti con macchine o sistemi artificiali che impediscano una normale vita di relazione.

Diverse le reazioni politiche al voto. Per il sindaco Ignazio Marino «è un risultato importante che mi vede impegnato da molti anni. Come chirurgo, che spesso si è confrontato con situazioni di fine vita, oltre che come sindaco, sono convinto che ognuno debba avere la libertà di scegliere quali terapie accettare e quali rifiutare. È noto – ha detto il sindaco – che la grande maggioranza degli italiani sia favorevole ad una legge sul testamento biologico». Di diverso avviso il consigliere, capogruppo della Lista CittadiniXRoma, Gianluigi De Palo: «Mentre i cittadini chiedono risposte concrete ai problemi della loro vita, in Consiglio comunale noi parliamo del fine vita. Fuga in avanti riguardo un argomento di pertinenza nazionale. Qualche dato esemplificativo della scarsa urgenza dell’argomento: a Genova 170 testamenti in tre anni: lo 0,029% della popolazione. A Cagliari 50 aderenti, lo 0,0089%. A Rimini in 700 hanno firmato per chiedere il registro affermando che si trattava di “un’esigenza nazionale”, hanno firmato solo 7 persone: lo 0,0048% dei cittadini».

26 giugno 2014

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