Caritas, novità per i giovani e gli anziani

Ecco le attività per il nuovo anno. Le celebrazioni per il decennale della scomparsa di monsignor Luigi Di Liegro di Angela Napoletano

La povertà sopravvive al tempo che passa. Anzi, si trasforma. Assume forme e nomi sempre diversi. Cercare il volto di Dio negli «ultimi» rappresenta infatti un cammino che durerà fino alla fine della storia. È questo il senso di quello che San Paolo scriveva nella Lettera ai Corinzi: «La carità non avrà mai fine». Riflessione, non a caso, scelta dalla Caritas di Roma per descrivere l’impegno in divenire della Chiesa a sostegno dei poveri, vecchi e nuovi, della diocesi. Non solo parole: decine le attività proposte per il prossimo anno e presentate, giovedì scorso, dal direttore monsignor Guerino di Tora in un incontro all’Università Lateranense a cui hanno partecipato anche il vescovo delegato per la Pastorale sanitaria, monsignor Armando Brambilla, e il cardinale vicario, Camillo Ruini.

Accanto alle tradizionali iniziative che, ormai da anni, impegnano la Caritas al fianco dei più poveri, tante sono le novità – soprattutto per i giovani – proposte per il 2008: laboratori, viaggi, incontri e progetti. Una tabella di marcia molto intensa, insomma, messa a punto per formare, promuovere e testimoniare quella che l’Apostolo delle Genti aveva indicato come la più importante delle virtù teologali: la carità. Monsignor Di Tora cita ancora San Paolo per ricordare che «la fede opera per mezzo della carità». E per sottolineare come, proprio attraverso di essa, si possa «avvicinare a Cristo anche chi è lontano dal discorso ecclesiale».

Carità come insegnamento, dunque. Il binomio rimanda al perno attorno cui ruota, per il secondo anno consecutivo, l’intero programma pastorale della diocesi di Roma, ovvero l’educazione alla fede delle nuove generazioni. Sono i giovani, infatti, che rappresentano il cuore della pastorale della carità. Il direttore della Caritas diocesana li chiama «lievito di solidarietà». Poi aggiunge: «Sono sensibili in modo particolare alla povertà e non si sottraggono dal contatto con chi è a disagio». A dimostrarlo, secondo il prelato, è l’elevato numero di ragazzi impegnati quotidianamente, e a titolo gratuito, nelle mense per i senza tetto. Motivo che ha suggerito al settore Volontariato della Caritas di moltiplicare, in collaborazione con gli animatori parrocchiali, il numero di itinerari (campi scuola e incontri di formazione) dedicati ai giovani tra i 15 e i 18 anni.

A proposito di ragazzi, continuerà nel prossimo inverno il progetto «Compagni di strada» pensato per creare nelle periferie e nei quartieri popolari occasioni di confronto tra coetanei a rischio di devianza. Favorire le occasioni di incontro all’interno di un determinato territorio è, in generale, la strada indicata dagli animatori della Caritas per far fronte al disagio sociale. Cresceranno, infatti, nell’anno a venire le iniziative organizzate a livello di singoli quartieri e prefetture. «La prevenzione della povertà – dice Di Tora – passa attraverso la ricerca della prossimità, per esempio, al vicino di casa».

A sottolinearlo è anche il cardinale vicario, secondo cui «l’esercizio concreto della carità ci fa scegliere la logica della condivisione». «L’accoglienza e l’amore per il prossimo possono dimostrare con i fatti che l’amore di Dio salva il mondo», aggiunge Ruini. Che ricorda, al proposito, l’eccellente testimonianza di solidarietà di monsignor Luigi Di Liegro, in memoria del quale venerdì 12 ottobre, alle 19, nella basilica di San Giovanni in Laterano verrà celebrata una Messa di suffragio.

La prossimità ai poveri del quartiere, però, può rappresentare un’esperienza da condividere tra gli operatori delle Caritas parrocchiali per migliorare, in generale, l’accoglienza verso le persone che si rivolgono ai Centri di ascolto. Muove da questa premessa il progetto «FattiDiRete», una sorta di community, che attualmente mette in rete 23 parrocchie, nata per condividere attraverso il web strumenti ed esperienze di sostegno a chi ha bisogno di aiuto.

La Caritas diocesana vuole fare della vicinanza al povero non solo uno stile di «umana solidarietà», ma anche di sanità pubblica. Entro la fine dell’autunno tornerà infatti ad essere attivo, rinnovato nella struttura e nelle funzioni, lo «storico» camper del servizio medico mobile: un ambulatorio su quattro ruote per chi vive in condizioni di disagio estremo, ma anche un servizio itinerante di educazione sanitaria. La promozione della salute, quest’anno, si concentrerà in particolare sul disagio mentale. L’incontro della Caritas con «l’umanità sofferente» proseguirà nei campi nomadi, nelle carceri e negli ostelli. Poi, si spingerà fino all’Africa dove il supplizio della croce di Cristo rivive negli occhi dei bambini soldato.

1 ottobre 2007

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