Caritas, presentato il “Rapporto sulle politiche contro la povertà”

Per il direttore, monsignor Francesco Soddu «l’Italia lamenta una fondamentale assenza di forme di contrasto effettivo ai rischi di povertà, evidenza divenuta eclatante in questi anni di crisi» di R. S.

La Caritas Italiana ha presentato oggi, venerdì 11 luglio, il suo primo “Rapporto sulle politiche contro la povertà in Italia con lo scopo di «contribuire a costruire contesti più giusti ed accoglienti, contemperando l’impegno di carità e il dovere di giustizia». Un rapporto che, ha spiegato monsignor Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, vuole «consegnare una prospettiva di analisi dei fenomeni sociali del nostro tempo, e concorrere alla riflessione sulla efficacia delle forme istituzionali di contrasto alla povertà, al fine di stimolare un dibattito pubblico, suscitare la più ampia e condivisa consapevolezza intorno a questi fenomeni, promuovere la coscienza comune di un impegno doveroso a far fronte ad essi, che sia fondato sui valori del magistero sociale della Chiesa, ma anche su quello che possiamo definire il magistero civile della nostra Carta Costituzionale».

Per monsignor Soddu, l’Italia lamenta «una fondamentale assenza di forme di contrasto effettivo ai rischi di povertà, evidenza resasi particolarmente dolorosa e divenuta eclatante in questi anni di crisi economica». Ripartire dalla povertà assoluta, ha spiegato il direttore di Caritas Italiana, «significa assumersi la responsabilità di indicare non solo i fattori e le condizioni socio-economiche più esposte ai rischi di una condizione di grave esclusione, ma anche indicare valutazioni fondate e prospettive realizzabili di politiche pubbliche; oltre che riprendere con rinnovato vigore – non solo nella evocazione dei termini – le preoccupazioni e le attese dei vescovi italiani» espresse fin dal documento del Consiglio Permanente La Chiesa italiana e le prospettive del Paese, del 1981.

La valutazione delle politiche, contenuta nel Rapporto, «non può che partire dalla verifica della presenza di misure nazionali e universali, tali da superare i differenziali regionali di risorse e di strumenti, coerentemente con il principio di uguaglianza della Costituzione, in termini di “pari dignità sociale” e in riferimento all’eguale trattamento che il cittadino deve avere di fronte alle previsioni legislative». Il Rapporto è stato realizzato con la collaborazione, tra gli altri, di Action Aid, Cisl, Fondazione Banco Alimentare, Save the children, Cittalia-Fondazione Studi e ricerche Anci.

11 luglio 2014

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