Caso Ravera, interrogazione alla Regione

Martedì 12 la calendarizzazione in Consiglio. Nel testo si chiede all’assessore di chiarire la posizione sulla sepoltura dei bimbi non nati e di attuare iniziative di sostegno alla maternità di R. S.

Riferire in Aula se «intende chiarire la propria posizione alla luce delle richieste di dimissioni pervenute da centinaia di cittadini della nostra regione, chiedere pubblicamente scusa alle centinaia di genitori offesi dalle sue parole; rivedere le sue posizioni sul diritto al seppellimento dei bambini non nati; mettere in campo, di concerto con gli altri assessorati della Regione Lazio, azioni concrete di educazione alla vita e sostegno alla maternità». Destinatario: l’assessore regionale alla cultura e alle politiche giovanili Lidia Ravera.

Sono le richieste formulate da un’interrogazione urgente “a risposta orale” presentata venerdì 8 novembre al presidente del Consiglio regionale del Lazio Daniele Leodori – di cui è prima firmataria Olimpia Tarzia, vice presidente della Commissione cultura a via della Pisana – in merito all’articolo dell’assessore regionale Ravera sui bimbi non nati che ha scatenato molte polemiche fino alla richiesta di dimissioni formulata dal Forum delle associazioni familiari del Lazio, che rappresentano circa 500mila aderenti, e da altre associazioni. Una vicenda messa in luce proprio dalla nostra testata e su cui ieri, domenica 10, è intervenuto con un editoriale il settimanale diocesano Roma Sette.

In un articolo pubblicato il 4 novembre sul suo blog nell’Huffington Post, testata del gruppo L’Espresso, Ravera criticava il varo di un nuovo regolamento di polizia mortuaria a Firenze per consentire la sepoltura dei bimbi morti nel grembo materno. In città, in località Trespiano, già dal 1996 uno spazio cimiteriale è a disposizione dei genitori che vogliono dare sepoltura ai bambini morti prima del parto, che finirebbero tra i rifiuti ospedalieri. La scrittrice si scagliava contro «il diritto di seppellire grumi di materia» e parlava delle madri mancate come di donne che «non erano riuscite a portare a termine il loro dovere di animali al servizio della specie».

Domani, martedì 12, la conferenza dei capigruppo a via della Pisana deciderà la calendarizzazione dell’interrogazione, che è sostenuta da tutti i gruppi dell’opposizione in Regione, eccezion fatta per il Movimento 5 Stelle. Nell’interrogazione si ricorda tra l’altro che «in caso di morte intrauterina dopo le 28 settimane di gravidanza, è obbligatorio procedere alla sepoltura, mentre al di sotto di tale età gestazionale, è facoltativo», che «il bambino nato morto è registrato all’anagrafe nello stato civile ed ha tutti i diritti che spettano ad ogni altro essere umano» e che «il bambino nato morto ha, quindi, anche il diritto alla sepoltura e alla cerimonia funebre».

Nell’interrogazione, inoltre, si sottolinea che «Lidia Ravera è un esponente della Giunta e, come tale, anche quando rilascia interviste deve avere sempre presente il suo ruolo istituzionale, che comporta l’assunzione di un atteggiamento attento e responsabile nei confronti di tutte le cittadine e i cittadini del Lazio, rispettoso delle diverse sensibilità che compongono la comunità laziale». Ancora, si afferma che «Lidia Ravera dovrebbe essere a conoscenza che, sul piano scientifico, sin dal concepimento siamo di fronte ad un nuovo individuo della specie umana, con propria identità genetica (Dna) unica ed irripetibile ed autonomia biologica, dunque definire tale soggetto “grumi di cellule” denota profonda ignoranza della materia, inaccettabile da parte di un assessore alla Cultura di una giunta regionale».

11 novembre 2013

Potrebbe piacerti anche